Cronaca

Due rapine ai danni di due donne: arrestato il presunto autore

TARANTO – Al termine di rapide indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Taranto, il personale della Squadra Mobile ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Taranto nei confronti di un tarantino di 45 anni ritenuto presunto responsabile di due rapine compiute alla fine dello scorso mese di luglio. La prima rapina è stata compiuta il 25 luglio ai danni di una donna che aveva appena prelevato dal bancomat una somma di denaro. Grazie al prezioso supporto delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, gli investigatori hanno delineato la possibile dinamica dei fatti, individuando il presunto autore della rapina, già noto alle Forze dell’Ordine. L’uomo, come immortalato dai filmati, avrebbe seguito la sua vittima fino allo sportello bancario e negli instanti immediatamente successivi al prelievo, l’avrebbe aggredita, facendola cadere per terra per poi impossessarsi della borsa che aveva a tracolla con all’interno 200 euro. Il prosieguo delle indagini ha permesso di ritenere che lo stesso autore della rapina del 25 luglio, si sarebbe reso responsabile, a distanza di qualche giorno e con lo stesso modus operandi, di un’altra rapina ai danni di un’altra donna. In quel frangente il 45enne avrebbe avvicinato la sua vittima mentre si accingeva ad entrare in auto e, dopo aver provato invano a sottrarle con violenza la borsa, trovando una strenua resistenza, le avrebbe strappato dal collo due collane d’oro per poi dileguarsi. Le dichiarazioni della vittima – un’anziana signora di 84 anni – suffragate anche in questo frangente dalle immagini dei sistemi di video sorveglianza hanno permesso di ricondurre la presunta responsabilità del fatto al 45enne. Pertanto, sulla scorta dell’attività investigativa svolta, la Procura della Repubblica di Taranto ha chiesto ed ottenuto l’applicazione della misura cautelare eseguita dalla Squadra Mobile. Si ribadisce che per l’indagato vige il principio della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva.

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