BARI – Il sistema funziona al contrario, rispetto alle classiche impostazioni: le aziende comunicano le figure professionali di cui hanno bisogno e gli Istituti tecnici superiori professionalizzanti costruiscono il percorso di studio. E’ così che l’inserimento nel mondo del lavoro avviene in modo sistematico, senza anni di attese e ricerche vane.
Funziona bene in Italia, molto di più in Puglia che è risultata seconda solo alla Lombardia per numero di iscritti, numero di diplomati, poi occupati, cosa che ha permesso alla Regione di prendersi una fetta sostanziosa della quota di Pnrr destinato a questo settore. Un miliardo e mezzo totale, di questi 700 milioni da ripartire alle Regioni e quindi 106 milioni di euro alla Puglia. Altri 500 milioni, del miliardo e mezzo totali, sono da destinare all’implementazione dei laboratori tecnologici da erogare direttamente agli Its che presenteranno al Ministero dei progetti. In tal senso Lecce, Taranto, Brindisi e Bari sono state già individuate come città dove insediare nuovi progetti dalle ampie prospettive.
Gli ultimi 300 milioni saranno per orientamento e borse di studio, ma per questa strada c’è ancora tempo. Su tutto la partnership tra Confindustria, Regione e Its permette ai 7 istituti tecnici pugliesi di assicurare un inserimento immediato nel mondo del lavoro, con indici di occupabilità tra i più alti d’Italia.