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Cassandro: “In serie A non devi sbagliare nulla, concentrati sull’Empoli”

LECCE – (di Carmen Tommasi) – Tommaso Cassandro, terzino destro classe 2000 del Lecce arrivato nel Salento dal Cittadella con il calciomercato invernale, racconta le sue emozioni per l’esordio in serie A con la maglia giallorossa nell’ultima gara del Franchi con la Fiorentina: “Non ho pensato all’emozione, dovevamo segnare. A mente fredda ero molto dispiaciuto per la sconfitta, secondo me abbiamo fatto bene. Gendrey con i crampi –ha dichiarato il difensore- mi ha fatto un regalo, io mi sono fatto trovare pronto. Questo piccolo traguardo non è ancora nulla: dobbiamo raggiungere altri obiettivi”.
K.O. PER QUATTRO VOLTE – Le quattro sconfitte di fila non hanno scalfito l’umore all’interno dello spogliatoio: “L’umore nello spogliatoio non è cambiato in seguito alle sconfitte, nemmeno quando abbiamo vinto contro l’Atalanta. C’è sempre ottimismo e spensieratezza, il mister ed il suo staff analizzano le partite in maniera oggettiva. Sappiamo dove dobbiamo migliorare, abbiamo analizzato gli errori. Abbiamo cercato di fare la nostra partita in ogni campo, dobbiamo essere un po’ più attenti, gli episodi in A sono vitali. Il mister non ha perso tempo, la stiamo già preparando sia mentalmente sia tatticamente, sicuramente ci faremo trovare pronti”.
IL “CITTA” – L’esperienza con il Cittadella gli è rimasta nel cuore: “Per me è una seconda famiglia, c’è un gruppo fantastico. C’è una filosofia molto familiare, senza molte aspettative. Ciò aiuta a far esprimere i giovani, è bravo anche il direttore a trovare i giocatori. Antonucci, Baldini e Crociata stanno facendo tanto bene. Ho un rapporto bellissimo, in molti mi hanno scritto. Mi sento quotidianamente con Perticone, mi ha aiutato tantissimo, sia dal punto difensivo sia mentalmente. Era molto contento ma non esterna le sue emozioni. Lo tengo come un mister di casa”.

IL SALTO DI CATEGORIA – La differenza tra serie A e B è molto spiccata: “Gap davvero notevole sotto vari aspetti. Mi ha colpito come l’errore individuale possa compromettere una prestazione. Ci deve essere una attenzione maniacale, sempre. Qualsiasi sbavatura può compromettere una prestazione ottima”.

IL RUOLO – Sul suo ruolo in campo, invece, dice: “Avevo iniziato da centrocampista, poi in Primavera mi aveva detto Bigon che vedeva in me una prospettiva da terzino. Inizialmente ero un po’ scettico, poi ho detto al mister che era giusto il ruolo da terzino. Con Baroni ci ho parlato, parla molto con tutti i giocatori. Sto facendo il terzino destro perchè negli altri ruoli comunque siamo ben coperti, non c’è bisogno del mio aiuto. Poi se ci dovesse essere necessità, sarei pronto a giocare ovunque”.

LA LAUREA – Nonostante sia un calciatore professionista, non ha tralasciato gli studi: “Avevo intrapreso questa avventura in Scienze Motorie indirizzo calcio perchè mi faceva piacere mantenere la mente attiva. Sono riuscito a chiudere questo percorso in 3 anni, ora mi sto dedicando management dello sport. La triennale mi ha dato un’infarinatura generale, ora riesco a capire i lavori che facciamo”.

L’OBIETTIVO – Infine, sulla quota salvezza non si sbilancia più di tanto: “Non saprei. Sicuramente ogni partita per noi è vitale. Sono convinto che giocheremo le prossime gare con spensieratezza, coesione e voglia. Abbiamo dimostrato tanto, ora ci faremo trovare pronti”.

 

 

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