BRINDISI – La sanità pubblica in provincia di Brindisi è molto vicina al tracollo. I pronto soccorso di Brindisi e di Francavilla Fontana rischiano di implodere da un momento all’altro per assenza di personale e, in particolare, di medici nel numero necessario per coprire i turni. Ed a questo si aggiunge la difficoltà in cui sono costretti a dibattersi i direttosi sanitari degli ospedali brindisini per tentare di non far crollare ulteriormente i livelli di assistenza.
Ieri sull’argomento si è svolto a Bari, presso l’Assessorato regionale alla Sanità, un incontro tra i sindaci della provincia di Brindisi e i responsabili del Dipartimento Salute, oltre che dell’Asl di Brindisi.
E’ stato ribadito che non ci sono più le condizioni per assicurare livelli di assistenza accettabili, ma alle denunce non ha fatto seguito alcuna proposta operativa per fronteggiare la situazione. In sostanza, non si sa più che soluzione attuare per reperire altri medici, in maniera tale da poter assicurare quantomeno la copertura dei turni. E la soluzione-tampone di spostare professionisti da un reparto all’altro lascia ormai il tempo che trova perché si ottiene solo il risultato di danneggiare anche altri settori, oltre ai pronto soccorso.
La situazione è gravissima ovunque, ma sono il Perrino di Brindisi, l’ospedale Camberlingo di Francavilla e l’ospedale di Ostuni a preoccupare più di tutti.
Domani lo stesso argomento sarà discusso in Prefettura alla presenza del direttore generale dell’Asl Flavio Roseto e del presidente dell’Ordine dei Medici Arturo Oliva.
In queste condizioni, tra l’altro, sarà difficilissimo affrontare un eventuale aumento di ricoveri determinato dal covid e, più in generale, dalla stagione invernale.
Mimmo Consales