PUGLIA – Quella degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche è una piaga che in Puglia stenta a rimarginarsi. I dati sui primi due mesi del 2022 parlano chiaro. Sono 4.625 gli incidenti registrati in questa regione sui luoghi di lavoro. La media quotidiana è di 78 infortuni al giorno. 900 in più rispetto allo stesso periodo del 2021, anno in cui la Puglia e la provincia di Lecce in particolare hanno registrato un amaro primato sul fronte della poca sicurezza per i lavoratori e le lavoratrici del territorio.
Dati aggiornati alla mano, il bilancio stilato nella giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro, qui è ancora una volta amarissimo.
Sempre nei primi due mesi dell’anno in corso, si contano anche 8 morti bianche in Puglia, a cui si aggiungono i lavoratori che tra marzo e aprile hanno perso la vita in provincia di Lecce e nel Foggiano.
Era il 28 marzo quando il 29enne Anthony Turnone è stato raggiunto da una scarica elettrica, mentre lavorava in un impianto fotovoltaico a San Donato di Lecce: è morto all’istante.
Soltanto 24 ore dopo, a Cerignola, stessa sorte per un operaio 70enne del posto, precipitato da una scala mentre stava montando una guaina sul cornicione di un’abitazione.
Il 10 aprile scorso l’ennesima tragedia si è consumata poi a Galatina: qui Angelo Masciullo, titolare di un’impresa edile, è caduto dalla scala che stava usando per controllare alcuni lavori svolti in un appartamento. Il suo cuore ha cessato di battere all’arrivo in ospedale.
Lo scorso anno in Puglia furono 96 le vittime, 24mila gli infortuni totali.
Dati molto allarmanti, ai quali si aggiunge il fatto che la provincia di Lecce lo scorso anno è risultata, nella triste classifica che misura l’incidenza delle morti bianche sul numero complessivo degli addetti, al 7° posto su base nazionale.
“Non si può morire di lavoro né sul posto di lavoro” continuano a tuonare i sindacati. Ma i dati riferiti ai soli primi due mesi di quest’anno raccontano ancora, tristemente, tutt’altro.
E.F.