GALATINA – Mentre il conflitto russo-ucraino si fa sempre più aspro e le trattative non alimentano le speranze di una tregua, la solidarietà alza il passo.
Un risultato da record è stato raggiunto nelle scorse ore dall’Ambito territoriale sociale di Galatina, che abbraccia sei Comuni: il frutto della raccolta beni avviata nei giorni scorsi si è tradotto in 150 quintali di aiuti, partiti in mattinata da Galatina alla volta del confine tra Ucraina e Romania. Per trasportarli si è reso necessario il noleggio di un tir lungo 15 metri.
Gli assessorati alle Politiche Sociali di Galatina, Aradeo, Cutrofiano, Neviano, Sogliano Cavour e Soleto, nell’avviare la raccolta hanno goduto del supporto di associazioni, aziende e cittadini. A mobilitarsi sono stati in tanti, tantissimi. Al confine sono stati spediti generi alimentari, coperte, medicinali, ma anche passeggini e sedie a rotelle per agevolare gli spostamenti di bambini, anziani, soggetti fragili e feriti.
Il tir è partito dal centro polivamente comunale galatinese intitolato a Piero Antonio Colazzo, agente ucciso in Afghanistan, traendo in salvo 4 persone, nel febbraio 2010 durante un attentato terroristico. I beni, una volta raggiunta la destinazione, saranno presi in carico e smistati – come da accordi preventivi – dal Sermig, Arsenale della Pace di Torino.
Non solo aiuti. In queste ore si accelera anche sul fronte dell’accoglienza, in particolare modo per ciò che riguarda l’integrazione a scuola dei piccoli rifugiati accolti in Puglia. Nelle scorse ore gli assessori regionali al Welfare, Rosa Barone, e all’Istruzione, Sebastiano Leo, hanno dialogato con il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Giuseppe Silipo.
“La Scuola di Puglia – fanno sapere – è già pronta ad accogliere i piccoli che scappano dai bombardamenti e si sta organizzando per dare loro tutto il supporto necessario”. Gli uffici dell’assessorato al Welfare hanno trasmesso un questionario in cui si chiede ad ogni Ambito Territoriale e ai Comuni che lo compongono di fornire informazioni sulla disponibilità di mediatori interculturali che parlino la lingua ucraina; di persone che abbiano manifestato la disponibilità ad accogliere adulti o famiglie e sull’esistenza di un’anagrafe delle famiglie disponibili all’affido familiare per quello che riguarda i minori non accompagnati”. Le risposte dovranno pervenire entro questo giovedì, per procedere subito alla programmazione delle attività.
Intanto nell’ospedale di Martina Franca (a Taranto) è il vagito di una bambina a restituire la speranza. Era fuggita dall’orrore nel pancione della sua mamma, accolta a Cisternino nei giorni scorsi già al nono mese di gravidanza.
Pesa tre chili e sta bene, per la gioia di mamma Nastya e di altri due fratellini, maschetto e femminuccia. Il suo papà è rimasto in Ucraina a combattere.
E.FIO