LECCE- Mentre l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Mosca conta il suo settimo giorno, anche il Salento si organizza per fare la sua parte. In mattinata, in Prefettura a Lecce si è tenuto il tavolo per fare il punto sulla disponibilità di posti per accogliere le famiglie in fuga dalle città bombardate, donne, bambini e anziani, visto che per la legge marziale gli uomini tra i 18 e i 60 anni non possono superare il confine in quanto richiamati alle armi. Saranno considerati profughi, come previsto nel decreto legge del 28 febbraio scorso. Ciò significa che potranno beneficiare di tutte le tutele e sarà resa possibile l’attivazione dell’assistenza sanitaria.
All’incontro in mattinata hanno partecipato i rappresentanti di Anci, le forze dell’ordine, i rappresentanti della diocesi e della Caritas, la Croce Rossa, la Asl, la Provincia, il Comune di Lecce, l’Ufficio scolastico provinciale. Una prima ricognizione prima di riunire il Consiglio provinciale per l’immigrazione per la quantificazione esatta dei posti a disposizione nei centri di accoglienza. Per il momento, si esclude, ad esempio, la struttura di Masseria Ghermi, a Lecce, perché servirà comunque a fare fronte agli sbarchi che continuano a registrarsi sulle nostre coste. “Per i profughi ucraini – ha dichiarato ai nostri microfoni la prefetta Maria Rosa Trio – contiamo di attivare dei Cas (centri di accoglienza straordinaria, ndr) dedicati, in aggiunta a quelli già esistenti”. Nei prossimi giorni si raccoglieranno anche le disponibilità dei Comuni al’accoglienza solidale, dando comunque priorità ai Cas in quanto già strutturati per un servizio idoneo e duraturo.
“Il flusso di profughi verso l’Italia, dove già risiede la più grossa comunità ucraina in Europa, si sta intensificando con diversi pullman e auto e la Puglia è tra le mete più importanti”, ha fatto sapere il garante regionale dei diritti del Minore Ludovico Abbaticchio.
La mobilitazione è totale, in ogni paese sono già state attivate o si attiveranno a stretto giro le macchine della solidarietà. A Parabita, ad esempio, presso le due farmacie Sant’Antonio e Giannelli si raccolgono medicinali per le prime cure: antibiotici, antistaminici, antidolorifici, lidocaina, Bentelan, garze, cerotti grandi, disinfettanti, cortisone, Plasil. A Montesano Salentino, come in altri centri, il Comune e la Protezione civile stanno raccogliendo generi di prima necessità e vestiario con il contributo anche dei cittadini dei paesi limitrofi: nelle prossime ore, giungeranno a Lecce, al centro di raccolta allestito presso la chiesa dei Salesiani dalle Associazione Anna e Valter di Lecce e Associazione Italo Ucraina di Puglia e Basilicata. Da qui partirà un mezzo nella giornata di giovedì.