LECCE – È giovedì sera e questa lunga fila di auto dirette verso un distributore di benzina a Depressa, frazione di Tricase, è il presagio del caos che di lì a poco sarebbe dilagato ovunque.

È corsa, in tutta la provincia di Lecce, al rifornimento di carburante. Il motivo è duplice. Da una parte pesa lo spettro di un aumento ulteriore del costo di benzina e diesel, legato al conflitto russo-ucraino: il rialzo delle quotazioni del petrolio è continuo e ha già superato i 90 dollari a barile. Dall’altra, pesa lo sciopero degli autotrasportatori contro il caro gasolio: potrebbe inasprirsi – come annunciato – da un momento all’altro, mettendo a rischo le forniture.
Ma prima ancora che questo accada, le lunghissime code che si registrano ovunque (in tangenziali e superstrade in primis) hanno già lasciato a secco moltissime colonnine.
A Nardò e nell’hinterland galatinese e gallipolino, la situazione all’ora di pranzo è critica: la caccia al pieno si traduce in un tour tra un distributore e l’altro, salvo poi imbattersi in questi cartelli.

Stessi disagi anche nel Foggiano. Poco, quasi nulla, nel Barese.