BARI – Otto milioni 600mila euro per aiutare il Terzo settore. Un comparto che, in Puglia, coinvolge 20mila enti, 30mila dipendenti e 300mila volontari. Un mondo enorme, vastissimo, determinante in moltissimi casi nella vita delle persone alle quali rivolgono il loro operato gratuito e spinto solo dalla voglia di sostenere il prossimo. “Un investimento come mai prima in Puglia”, ha detto l’assessora regionale al Welfare Rosa Barone presentando, con la rete dei Csv e Arti, il programma regionale Puglia Capitale Sociale 3.0.
“Abbiamo voluto aiutare chi aiuta – ha detto la Barone – quindi prioritariamente riconoscere lo sforzo che tante associazioni pugliesi hanno fatto in quest’ultimo anno e mezzo. Molte tra esse hanno addirittura incrementato le attività per sostenere le fasce più fragili della nostra popolazione, hanno sostenuto spesso ingenti spese ma, per effetto della pandemia, non hanno avuto alcuna entrata. Parallelamente ‘sfidiamo’, ovviamente in senso positivo il Terzo Settore, chiedendo agli enti di dar vita a progetti innovativi che possano avere ricadute importanti sui territori. Vogliamo che siano ‘fermento’ per il territorio, pensando a progetti di cittadinanza attiva, di welfare di comunità, che possano generare un capitale sociale importante e avere una ricaduta positiva sui territori. Alle organizzazioni del terzo settore chiediamo di scommettere nel futuro, noi siamo pronti a fornire mezzi e strumenti per realizzare i progetti. Un ringraziamento particolare va ai componenti il Tavolo regionale per l’attuazione della Riforma del Terzo Settore, per il contributo sempre fattivo e governato da autentico spirito di collaborazione con la Regione”.
Si tratta di un avviso finalizzato allo sviluppo della cittadinanza attiva e alla promozione del welfare di comunità. È diretto a sostenere, a livello regionale, le attività promosse da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni di terzo settore. Allo stesso tempo, concede contributi alle associazioni per fronteggiare la situazione di difficoltà nella quale si sono trovate per via dell’emergenza Covid-19.
Dunque due sono le linee di intervento: la prima, la A con due finestre temporali, potrà riconoscere ad ogni progetto un massimo di 40mila euro, la quota che sarà finanziata dalla Regione potrà arrivare al 90% del costo totale preventivato. Per quanto riguarda, invece, la linea B, si aprirà il 30 novembre e sosterrà il rimborso spese per le associazioni che hanno dovuto fare non pochi sforzi in pandemia: l’importo massimo sarà di 8mila euro. Il bando sarà pubblicato domani.