BRINDISI – C’è una cartina, inedita, che fotografa l’aggressione dei pannelli selvaggi in terra di Brindisi. È questa ed emerge dalla documentazione ufficiale prodotta dalla Provincia che in appena due giorni, tra il 12 e il 14 ottobre scorsi, ha bocciato a raffica sei progetti di nuovi impianti di fotovoltaico e agrovoltaico, tutti in area agricola.
Gli impianti già installati sono quelli riportati in rosso; quelli per i quali è stata presentata istanza di autorizzazione sono evidenziati in viola: è la campagna che viene “mangiata”, sottratta all’uso della produzione di cibo per diventare centrale elettrica. I numeri fanno comprendere ancora meglio la dimensione degli impatti.
Da una sommaria ricognizione effettuata dal Servizio Ambiente della Provincia di Brindisi emerge che, allo stato attuale, circa 1.500 ettari di suolo agricolo risultano già interessati dall’installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile. Come si evince dalla cartografia, sono “maggiormente e significativamente” – per usare i termini adottati dall’ente nelle carte ufficiali- addensati nel Comune di Brindisi e in quelli ad esso limitrofi.
È il lascito della corsa ai pannelli vissuta tra il 2008 e il 2011 soprattutto, con ulteriori aggiunte nel corso del tempo. Nell’ultimo biennio, però, è tornata a salire la febbre del fotovoltaico, con una pioggia di progetti di dimensioni medio-grandi. Il dato è eclatante: dal 2019 ad oggi, sono state avanzate ben 95 istanze volte alla realizzazione ed esercizio di impianti su suolo agricolo, per una potenza pari a oltre 1800 MW e un’estensione areale complessiva superiore a 2700 ettari, che si aggiungono ai precedenti 1.500 già sacrificati, per un totale di 4.200 ettari.
Tra i nuovi impianti bocciati c’è quello della società Canadian Solar Construction, che a Latiano vorrebbe costruire una centrale agro-voltaica di 46,99 MW. La Provincia ha rilevato che lo stesso proponente ha presentato, solo nel Brindisino, sette istanze di verifica della compatibilità ambientale per un totale di 81 MW e una superficie occupata pari a circa 200 ettari.
Non autorizzati anche i parchi fotovoltaici delle tre società HEPV13-23-24, per un totale di quasi 18 Mw a Brindisi. Altolà, inoltre, a un impianto agrovoltaico da 32 Mw a San Donaci proposto da Elios srl. Stop, infine, al mega progetto da 110 Mw avanzato dalla Ital Green Energy Latiano-Mesagne srl che ha proposto la produzione combinata di asparagi biologici ed energia solare.
Tra le motivazioni delle bocciature c’è il fatto che i progetti comprometterebbero “la conservazione dei paesaggi rurali storici e la trama agraria” che nelle aree di intervento, “mediante alternanza di colture orticole, uliveto, frutteto, vigneto e seminativi, ha generato il mosaico agricolo tipico della campagna brindisina”.
Un paesaggio in parte già cancellato da “opere di rilevante trasformazione territoriale”, per le quali andrebbero destinate aree industriali, cave, tetti di capannoni, di cui pure si abbonda, ma non oliveti, pascoli e seminativi.
Tiziana Colluto