BRINDISI – Nell’intera penisola i segni del degrado sono evidenti e riguardano strutture realizzate e poi abbandonate. In questo contesto non fanno eccezione i parchi. Un esempio in tal senso arriva da Brindisi dove nell’agosto del 2013 fu inaugurato il “Parco Sbitri” su un’area posta a ridosso della litoranea nord del capoluogo e dove in precedenza c’erano decine e decine di baracche in amianto. Dopo l’abbattimento disposto dalla Procura, si procedette con le operazioni di bonifica e poi, grazie ad un finanziamento di circa mezzo milione di euro, si realizzò un parco al cui interno c’erano degli ottimi esemplari di macchia mediterranea.
Ben presto, però, il parco – complice la mancanza di un impianto di illuminazione – diventò oggetto di atti vandalici e quindi brindisini e turisti hanno preferito frequentare altre aree verdi della città. Tutti si sono resi conto di quanto stava avvenendo, ma nessuno ha mosso un dito e quindi il Parco Sbitri è finito in malora, privo anche dei più elementari servizi di manutenzione, a cominciare dal taglio delle erbacce. E’ bastata, pertanto, l’azione di qualche piromane per completare l’opera di distruzione, ivi compresa la recinzione in legno.
Oggi di quel parco non è rimasto praticamente più nulla, ma questo non deve in alcun modo servire come alibi per lasciarlo in condizioni di abbandono, soprattutto se si considera il denaro pubblico speso per allestirlo.
Da qui l’appello che andrebbe lanciato anche al mondo delle associazioni e del volontariato per farlo rivivere, magari individuando forme praticabili di gestione di un’area attrezzata a verde.
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