BRINDISI- Il Piano Urbanistico Generale continua a rappresentare una incognita per la città di Brindisi e forse anche un sogno che, ancora oggi, appare irrealizzabile. Quella attuale, infatti, è la quarta Amministrazione Comunale che prova a portare a conclusione l’iter di approvazione di uno strumento urbanistico di tale rilevanza, ma ancora oggi è difficile azzardare previsioni attendibili.
Il Documento Preliminare Programmatico fu approvato per la prima volta dall’amministrazione-Mennitti e poi riconfermato dalle due gestioni sindacali successive, mentre il sindaco Rossi – all’atto del suo insediamento nel 2018 – aveva garantito tempi celeri per la conclusione dei lavori propedeutici all’approvazione da parte del Consiglio Comunale. Sta di fatto, però, che nonostante un assessore all’urbanistica del calibro del prof. Dino Borri, il Piano Urbanistico Generale è ancora in fase di gestazione e questo rende estremamente complesso programmare lo sviluppo della città.
Manca, inoltre, una qualsiasi forza di dialogo tra Comune di Brindisi e Autorità di Sistema Portuale e quindi si corre il rischio di vedere programmazioni urbanistiche scollegate tra i due enti, pur nel rispetto delle reciproche autonomie e competenze.
Bisognerà ripartire da una ulteriore revisione del Documento preliminare, visto che non ci pare che le “aperture” registratesi, ad esempio, nei confronti di un riutilizzo delle aree della vecchia centrale Brindisi Nord siano compatibili con la restituzione di tali aree ad utilizzi portuali, così come stabilito dalle amministrazioni Comunali degli anni scorsi.
Forse, a questo punto, sarebbe più corretto rivedere le tempistiche annunciate ed offrire finalmente un quadro chiaro e credibile ai cittadini di Brindisi ed a chi, in particolare, attende proprio l’approvazione del PUG per programmare investimenti nel territorio.
Mimmo Consales