LECCE – Il “tetto verde” sul Dea, con un impegno di circa 450.000 euro, sembra un intervento più sensibile a mode promosse da archistar e meno attento alle reali e primarie necessità del territorio, a partire da quelle del contesto ospedaliero, dei suoi lavoratori, dei suoi “ospiti” . Il Forum Ambiente e Salute punta il dito contro il progetto di realizzazione di un giardino sui tetti del DEA del Vito Fazzi di Lecce.
“Curare l’ambiente per tutelare la salute” è la strategia condivisa e da anni promossa dallo scrivente Coordinamento; il vostro progetto apprezzabile (lo abbiamo espresso per la piantumazione di centinaia di piante nel Fazzi) deve essere foriero di un percorso strutturale virtuoso per il nostro territorio -scrivono in una lettera indirizzata ad Asl, Sanitaservice, assessore regionale alla Sanità, sindaco, presidente della Provincia e ARPA-
Trasformare i parcheggi in parchi alberati, promuovere le alberature diventa anche un messaggio dal valore socio-culturale, oltre che sanitario e ambientale.
Tuttavia non possiamo tacere su un aspetto del progetto che desta forti perplessità”. Quella del giardino sui tetti è “Un’operazione d’immagine di cui il Salento può e deve fare a meno. Al territorio che chiede il “pane quotidiano”, milioni di alberi fondamentali contro la desertificazione e per la qualità della vita, non si può offrire una “costosa brioche”. Ai pazienti bisogna offrire la possibilità di poter fruire di ampi spazi verdi “a terra” , invece di crearne limitati sui tetti. Risorse pubbliche della comunità che sarebbe più responsabilmente impegnati, e con esisti strutturali migliori, investendoli sul suolo. L’area del Fazzi è circondata da tre lati da campi non coltivati, abbandonati, inedificabili per scopi civili , soprattutto perché delimitati dal Fazzi e dalla tangenziale e i suoi svincoli; un’area equivalente a quella che ospita il complesso ospedaliero, di almeno 120.000 mq. . Va tolta dal degrado che si riverbera sull’intero nosocomio; l’investimento in essa dei 450.000 euro previsti per 2.000 mq del tetto la trasformerebbe nel più grande parco periurbano: un polmone verde a vantaggio dell’intero territorio”.