LECCE – La costruzione più recente del molo di Adriano ancora una volta è stata vittima di un assalto vandalico con bombolette spray. Dopo il primo ignobile murales spuntato la mattina del 2 agosto dello scorso anno, tra l’incredulità e la rabbia generale, complice il buio e la mancanza di sorveglianza, nella notte qualcuno ha agito ancora.
Il tutto a pochi giorni dall’annuncio della Soprintendenza di Lecce e Brindisi di un progetto di riqualificazione del bene, che non avrebbe incluso però la costruzione più recente e dunque la pulizia di questo muro già imbrattato, al quale i vandali hanno “concesso” il bis.
Per il bene, risalente al secondo secolo dopo cristo, si auspica da tempo un recupero e restauro a tutto tondo, non soltanto un progetto di messa in sicurezza di quanto attualmente è salvo, prevalentemente sommerso dal mare. Un tema, questo, affrontato in Commissione Cultura in Consiglio Regionale proprio nelle scorse settimane, su richiesta del Consigliere Pagliaro, alla presenza di tutti gli attori istituzionali chiamati in causa e delle associazioni locali da sempre impegnate a salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale.
Al netto del progetto di recupero annunciato dalla Sovrintendenza, in realtà vi è un altro maxi progetto da 3 milioni di euro. È stato presentato al Governo nell’ambito del Programma Coesione 2014-2020, per il restyling dei litorali in tutto il Paese. Palazzo Chigi per questo bando ha stanziato milioni di euro e, notizia delle scorse ore, il progetto del molo adrianeo è stato definito “ammissibile ma non finanziabile”, almeno per ora. Le risorse non sono sufficienti a coprire tutti i progetti ammessi. Si inizierà con i primi cinque, poi per continuare bisognerà stanziare risorse aggiuntive. Dunque il Molo di Adriano dovrà attendere.
Intanto allo sfregio della scorsa estate, se ne aggiunge un altro. E di certo a rimuovere le scritte spray non sarà la Soprintendenza, che su questo è stata chiara. Priorità alle opere di valenza storico-culturale. Il biglietto da visita, intanto, resta macchiato dalle bombolette spray.
Alla luce di quest’episodio, “La Voce di Lecce” – associazione presieduta da Alfredo Prete – torna a chiedere più tutela e rispetto per un bene così importante. “Un sito archeologico di valore inestimabile è diventato un luogo abbandonato -dice Prete- ed ora anche preda di qualche imbecille incivile che adesso avrà il suo momento di notorietà, ma che speriamo non rimanga impunito.
L’auspicio è che ora il monumento venga immediatamente ripulito e perché no anche protetto attraverso un sistema di videosorveglianza. Il rinvio del finanziamento governativo è un duro colpo – aggiunge – speriamo che l’assessore regionale alla cultura Bray, che grazie al coinvolgimento del consigliere regionale Pagliaro, si è dimostrato molto sensibile per la valorizzazione del porto adrianeo, possa recuperare le somme per questo sacrosanto scopo”.
E.F.