LECCE – Lo stato d’emergenza è stato prorogato fino al 31 luglio: fino a questa data l’Italia dovrà accettare ancora un serie di restrizioni per tenere a bada il virus.
Il coprifuoco, invece, ad ora è confermato fino al primo di giugno. E la polemica sulla possibilità per ristoranti e movida di tornare a lavorare anche di sera, in zona gialla, ma solo all’aperto ed entro le 22, è subito servita.
I primi a denunciare la disparità di trattamento sono i titolari dei locali della movida, quelli che per di più si raggiungono per il dopocena, come i cocktail bar. Per loro aprire entro le 22 non ha alcun senso.
La stessa ristorazione ha da ridire. Perchè ne valga la pena, in molti stanno pianificando un lungo turno d’attività: dal pranzo alla cena no stop, perchè qualunque fascia oraria possa fruttare qualcosa. “Ma non possiamo andare avanti così – precisano i ristoratori – perché una cosa è certa: nonostante la buona volontà e la voglia di ripartire a qualunque costo, gli introiti non saranno quelli di sempre. E questo si traduce inevitabilmente e a malincuore nei tagli al personale”.
L’auspicio, a partire da giugno, è che il corprifuoco possa essere soltanto un ricordo. “Anche la scelta di farlo slittare a mezzanotte, durante la bella stagione, comporterebbe comunque sacrifici, considerate le abitudini soprattutto qui da noi – spiegano all’unisono – Sacrifici, dopo un anno di magra, ancor più difficili da digerire”.
E.Fio
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