SALENTO- Chi fu costretto ad abbandonare la propria casa, chi invece fu costretto ad essere vittima di un vero massacro. Come da tradizione il 10 febbraio ricorre “Il Giorno del Ricordo”, in memoria di tutte le vittime delle Foibe, ossia quelle grotte carsiche, dove furono gettati più di 3000 italiani durante la seconda guerra mondiale. Erano soprattutto civili ma anche militari della Venezia Giulia, della Dalmazia, dell’Istria e non solo.
Tra le vittime anche i 198 nomi pugliesi: 117, erano uomini originari del Salento: 29 tarantini, 27 brindisini, ben 61 leccesi, soprattutto militari, carabinieri, funzionari pubblici che da lì non riuscirono più a tornare.
Non si conosce molto delle loro biografie, ma i loro nomi e i paesi di provenienza rappresentano una prima bussola per orientarsi in una pagina di storia ancora poco nota e dalle tante ombre. Il Giorno del Ricordo, che si celebra dal 2004, serve anche a richiamare tutti al dovere dell’approfondimento, dopo decenni di silenzio da parte della storiografia ufficiale.