LECCE – Carmen Genovasi, 46 anni, dirigente amministrativa dell’ufficio protesi dell’Asl di Lecce, arrestata lo scorso 12 giugno nell’ambito dell’indagine “buste pulite” della Guardia di Finanza di Lecce, è ancora in carcere.
Un’istanza presentata al tribunale del riesame per chiedere i domiciliari era stata rigettata, ma ora a pronunciarsi è la Cassazione. La suprema corte ha annullato la decisione del riesame accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati difensori Stefano De Francesco, Simona Ciardo e Ladislao Massari.
La Genovasi quindi potrebbe presto essere scarcerata.
Numerosi i reati contestati alla donna, così come gli episodi documentati dalle fiamme gialle anche con video ripresi dalle telecamere nascoste nell’ufficio protesi e che la incastravano mentre intascava delle buste con denaro. Insieme a lei fu arrestato anche Giuseppe Bruno, 57 anni di Galatina, dipendente di un’azienda che produce protesi. Ma in coinvolti nell’inchiesta e destinari di diverse misure sono molti.
La donna aveva confessato davanti al gip Giovanni Gallo di aver percepito somme di denaro in cambio di pratiche da parte di imprenditori.
Secondo i giudici del Riesame, al momento del ricorso, erano ancora sussistenti le esigenze cautelari per la possibilità di inquinamento probatorio e reiterazione del reato. Ora la decisione della Cassazione cambia le cose.