LECCE – Morire a 34 anni, per strada, nel pieno centro di una bellissima cittadina, in un giaciglio di fortuna, avvolto da coperte raccattate qua e là. Così si è conclusa la giovane vita di Nirwar Singh, arrivato dall’India 15 anni fa, quando era un ragazzino.
La comunità indiana della città è sconvolta: “Prima lavorava e stava bene. Poi perse il posto e, da allora, la strada è diventata la sua casa. Stavamo cercando di farlo tornare in India”. A raccontarlo è il consogliere comunale aggiunto, Sanjeev Kulhari, che conosceva il giovane da 15 anni.
Il corpo senza vita era in un angolo, sotto ai portici in viale Otranto.
Qualcuno racconta che stamattina presto c’erano altre due persone con lui.
Per il medico del 118 si è trattato di morte naturale per infarto.
Ultimamente beveva molto, Nirwar, al momento sembra escluso che i familiari -sono tutti in India, tranne una sorella che vive in Belgio- chiedano una visita più approfondita sul corpo.
Poi la Polizia locale è tornata sul posto ed è arrivata anche l’assessore ai Servizi sociali Silvia Miglietta, che si ricorda bene di Nirwar, e che ha dato la sua massima disponibilità alla comunità indiana.
Sconvolto anche chi lì ha il proprio studio professionale, come l’avvocato Daniele Imbò: “Lo conoscevamo, a volte gli portavamo qualcosa per dargli una mano”.
“In questo momento storico -dice Veronica Merico, della Sei-Ugl, che era lì presente- le istituzioni sono chiamate a far fronte comune per risolvere quella che è diventata una vera emergenza sociale.
Incredule altre persone senza dimora, che conoscevano bene Nirwar.
“Abbiamo dormito spesso insieme -dice un uomo, leccese, che vive da 7 anni per strada- era giovane… Guardate che fine si fa a dormire per strada, qualcuno dovrebbe aprire gli occhi”.