LAZIO – Le discoteche, almeno per ora, resteranno chiuse. È quanto ha stabilito in mattinata il Tar Lazio, respingendo il ricorso presentato dai gestori dei locali di tutta Italia tramite il Silb, contro l’ordinanza ministeriale che il 16 agosto scorso ha imposto lo stop alle danze ovunque.
La decisione del Governo, alla quale molti governatori regionali hanno tentato di opporsi, è dovuta alla nuova ondata di contagi registrata da qualche giorno a questa parte. Su questo il tribunale amministrativo bacchetta i ricorrenti, bollando la richiesta avanzata da questi ultimi come “recessiva rispetto all’interesse pubblico alla tutela della salute, nel contesto della grave epidemia in atto. Tale interesse – ricorda ancora il giudice- costituisce l’oggetto primario delle valutazioni dell’amministrazione, (…) nella prospettiva del massimo contenimento del rischio”. Quanto ai danni lamentati – si legge ancora nell’ordinanza del Tar – la loro natura “ne consente in linea di principio la successiva reintegrazione anche per equivalente, nel caso che il giudizio abbia esito favorevole alla parte ricorrente”. L’ordinanza del Tribunale fa infine riferimento alla “Comune volontà della Conferenza dei presidenti delle regioni e del Ministero dello sviluppo economico di aprire, con immediatezza, un tavolo di confronto con le Associazioni di categoria, al fine di individuare gli interventi economici nazionali di sostegno al settore”.
La decisione del Tar infrange così il sogno di un intero settore che aveva immaginato, viste le premesse, di poter lavorare serenamente per tutta l’estate.
Quella delle scorse ore però, lo ricordiamo, è una decisione cautelare monocratica, in attesa di quella collegiale già fissata per la prima udienza utile, il 9 settembre prossimo.
E.Fio