“Bustarelle”, assunzioni, caciocavallo e dog sitter: ecco i compensi per la Genovesi

LECCE-Non solo denaro contante, quello che, secondo le ipotesi investigative, era il contenuto delle buste che arrivavano nell’ufficio Asl di Carmen Genovasi. Ma anche altre ricompense: forme di caciovallo, la richiesta dell’assunzione del marito di lei al solo fine di ottenere la disoccupazione. Persino il servizio di assistenza al suo cane per due giorni alla settimana. E’ quanto si legge nell’ordinanza a firma del gip Giovanni Gallo che ha disposto l’arresto, dopo le indagini delle Fiamme Gialle, per la funzionaria dell’Asl e per altre tre persone. Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falso ideologico nel settore delle forniture sanitarie. “La Genovasi- si legge nell’ordinanza- si metteva a disposizione degli indagati ricevendoli personalmente nel suo ufficio, predisponendo insieme a loro le pratiche per l’erogazione dei supporti protesici che sarebbero poi stati forniti, come da indicazione dalle tre società coinvolte”.

Ad essere riportate nell’ordinanza sono, tra le altre, alcune intercettazioni telefoniche sull’utenza di Pietro Ivan Bonetti, 71 anni, rappresentante legale della società Ampliaudio, azienda accreditata con l’Asl di Lecce per la fornitura di supporti audiometrici, ora ai domiciliari: secondo l’accusa uno dei principali interlocutori della Genovasi. Avrebbe, almeno in quattro casi, consegnato a lei delle buste. In uno invece la somma di 1600 euro. In una intercettazione il denaro viene indicato come “pesce o spigola”. L’imprenditore parla con una sua collaboratrice e le comunica di aver provveduto a risolverle una situazione e che le aveva ritirato del “pesce” :”ll pesce l’ho preso..ed è un chilo…un chilo e 800 grammi”. Secondo gli inquirenti Bonetti ha cripticamente avvisato la sua collaboratrice che avrebbe dovuto corrispondere la somma di 1800 euro a terza persona per il favore ricevuto. Sempre per accontentare la Genovasi Bonetti assume il marito di questa con l’unico scopo di fargli ottenere l’“indennità di disoccupazione”.

Parlando al telefono dice riferendosi alla Genovasi: “No quella è pazza! Non è normale, ma si sogna certe cose… prima mi aveva detto per suo marito… per farlo lavorare.. mo dice non può lavorare piu, prima me lo fai assumere… poi mi dice che non può lavorar più“.

Ma le pretese della Genovasi, secondo gli inquirenti, si spingono anche oltre: un servizio di dogsitting, due volte a settimana per il quale Bonetti paga due giorni di ferie ad un suo dipendente. ” L’ ho risolto poi il problema all amica nostra sai? – si sente in un’intercettazione- Il fatto del cane. No mi sta costando due giorni di ferie a un mio dipendente”.  Sottolinenando, scrive il gip, che tutto quello che faceva verso di lei era finalizzato agli interessi commerciali: “perché- dice ancora Bonetti- qualcosa di impossibile la fa“.

Da Giuseppe Bruno , oltre al denaro, la Genovasi avrebbe ricevuto anche un saturimetro e un termometro, espressamente richiesto. Dispositivi medici costosi e utili durante l’emergenza sanitaria.

Mariella Costantini

 

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