LECCE- I posti a sedere su bus e treni sono contingentati per rispettare le distanze anti-contagio e fino al 17 maggio qui soltanto una compagnia e un treno consentiranno di rientrare dal Nord. Dunque non è di certo un esodo quello a cui si assisterà quotidianamente a partire da oggi: i tre pulman arrivati da Lombardia e Veneto in mattinata, al Foro Boario di Lecce, ne sono la testimonianza. In totale sono 24 i passeggeri scesi a Lecce su un totale di 39 che hanno raggiunto la provincia. Dal treno delle 22 di lunedì sera, invece, sono scese circa 70 persone di rientro in tutta la provincia di Lecce.
Dalla mezzanotte del due maggio fino alle 19 del 3 maggio sono state 869 le persone che hanno compilato il modulo di autocertificazione sul sito della Regione per segnalare il proprio rientro in Puglia. Non è però un dato complessivo dacché, in alternativa, si puòanche chiamare il proprio medico curante o la Asl competente del territorio.
Al loro arrivo, che sia in treno o in bus, il dispiegamento di forze dell’ordine che li attende è importante. Al loro fianco anche l’assessore al ramo del Comune di Lecce, Sergio Signore. Polizia locale e Croce Rossa procedono con il monitoraggio di ogni singolo passeggero, obbligato (per volere della Regione Puglia) a rispettare i 14 giorni di quarantena domiciliare. Anche su questo fronte i controlli, di Asl e polizia locale, saranno capillari. Si è autorizzati a rientrare, lo ricordiamo, solo per tre motivi: lavoro, situazioni di assoluta urgenza e motivi di salute.
Il fronte che più preoccupa in questa seconda fase – aggiunge poi il Comandante – è quello degli assembramenti. Per questo a partire dalle prossime ore i droni, fino ad ora impiegati esclusivamente nelle marine, sorvoleranno anche la città. E questo perchè cambiare abitudini non è facile, ma è bene ricordare che una semplice distrazione potrebbe costare cara a tutti.
E.FIO