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Palaia: “Se dobbiamo ricominciare lo faremo ma ci sono delle criticità”

LECCE – Il dottor Giuseppe Palaia, responsabile sanitario dell’US Lecce è intervenuto a Lecce Channel ed ha parlato dell’attuale momento e delle tante incertezze legate ai rischi da contagio da Coronavirus. Il Lecce è allineato alle altre società di A, pronte a riprendere il campionato rispettando i protocolli:

“Tutte le società hanno detto di sì alla ripresa ma in assoluta e totale sicurezza, non bisogna non considerare questa frase che significa rischio zero; io invece non ho detto rischio zero ma vicini al rischio zero perché non esiste lo zero se non in presenza di un vaccino, perché permetterebbe di acquisire l’immunità e quindi potremo abbracciarci in campo ed esultare”.

Giuseppe Palaia, Resp. San. U.S. Lecce

Poi chiarisce e spiega quali sono le criticità del protocollo che si sta cercando di limare prima della decisione definitiva:

“Se si deve ricominciare lo faremo cercando di rispettare tutte le norme che ci hanno già proposto nei vari protocolli. È evidente che ci sono criticità: una è l’approvvigionamento dei test molecolari ovvero i tamponi e dei test sierologici ovvero immunoglobuline. Altra criticità la riscontreremmo di fronte ad una positività dopo la ripresa, perché in quel momento bisognerebbe mettere in quarantena l’intera squadra, mentre nell’attuale protocollo si dice che bisogna trattarlo come atleta infortunato, ma non si possono non rispettare le norme del comitato tecnico scientifico del governo che ha definito la quarantena in 14 giorni perché il picco è intorno al 5° / 8° giorno, se noi accorciamo questi tempi possiamo allargare epidemia in tutto il gruppo formato da circa 70 persone”.

Nel caso in cui si dovesse riprendere le squadre sarebbero chiamate ad un vero tour de force e dovrebbero giocare 12 gare in 6 settimane, 2 ogni settimana, ed i calciatori sarebbero costretti ad uno stress fisico, nello specifico muscolare, non indifferente:

“Una ripresa, tra virgolette, eccezionale quindi fuori dalla norma, quindi è chiaro che condensando una preparazione affrettata esporremo i calciatori a degli infortuni considerando anche lo stretto recupero tra una gara e l’altra che non permetterà più al calciatore di allenarsi, perché giocherà la gara, poi farà il recupero e poi la nuova gara; dunque è difficile non pensare ad un aumento degli infortuni. Se si decide di ricominciare lo facciamo conoscendo i rischi. Tutto dipende da quello che il Governo deciderà”.

M.C.

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