LECCE- Sono comprensibilmente scottate da quanto accaduto nella rsa La Fontanella di Soleto, dopo il decesso di un’anziana e le positività riscontrate su altri ospiti e su una parte del personale. Per questo le altre residenze socio-sanitarie del Leccese mantengono al momento bocche cucite ma nervi saldi. “Siamo tutti sotto lo stesso cielo – è la riflessione che si fa a denti stretti – anche se sono state adottate le misure previste dal decreto e altre più stringenti introdotte singolarmente”. D’altronde, non è una questione squisitamente salentina, ma che riguarda l’intero panorama italiano.
Ci sono decine di strutture private in provincia, ma sono 18 quelle convenzionate con la Asl, stando al sito della stessa azienda sanitaria. 13 sono rssa, cioè residente sociosanitarie assistenziali, che erogano servizi soprattutto ad anziani con gravi deficit psico-fisici o a persone affette da demenze senili o comunque non autosufficienti, persone che richiedono un alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo assistenziale e socio-riabilitativo a elevata integrazione socio-sanitaria. Le restanti sono rsa, strutture sanitarie residenziali extraospedaliere in cui si forniscono ospitalità, prestazioni sanitarie, assistenziali per persone che non possono essere seguite a domicilio.
Ad oggi, sia chiaro, se si esclude Soleto, non si registrano casi di contagio in altre residenze, dove però – anche per tranquillizzare i parenti – sono state implementate le misure di prevenzione, che già prevedevano una limitazione pressoché totale degli ingressi dall’esterno, come dei familiari.
Inoltre, per rafforzare le precauzioni, nelle scorse ore la Regione ha inviato una circolare ai vari centri, per comunicare ulteriori disposizioni, alcune delle quali erano state richieste dalla stessa associazione che riunisce le rsa pugliesi.
Tra le altre misure introdotte, si prevede che i pazienti che vengono ricoverati in ospedale, prima di rientrare nelle strutture, debbano essere sottoposti a tampone. Si chiede di intensificare l’uso dei dispositivi di protezione individuale per i dipendenti e creare aree di isolamento con personale apposito, procedendo cioè per comparti: coloro che lavorano su un piano o in un’ala devono essere sempre gli stessi, per evitare incroci e scambi e ridurre al minimo i contatti. È stato specificato, infine, che gli indumenti non vanno lavati a parte e che non c’è un problema di contagio riconducibile all’uso di stoviglie.