BARI – Le scuole e le università saranno chiuse fino a metà marzo. Lo ha deciso ufficialmente il governo centrale, dopo un pomeriggio di conferme e smentite. Le pressioni da parte delle regioni e dei comuni erano state tante.
Non ultimo l’appello che poco prima era arrivato da Emiliano: “Chiedo a tutte le famiglie di non mandare i figli a scuola. Le assenze non sono un problema, sono giustificate dalla massima carica in Puglia, il presidente della Regione”. Intanto anche in Puglia, a cominciare dalla Regione, i datori di lavoro attiveranno lo smart working, cioè il lavoro da casa.
Il numero dei contagi in Puglia non fa che aumentare. I casi in tutto sono 14, 5 ricoverati in ospedale: oltre ai 9 già noti, quattro contatti stretti della vittima di Foggia, sono risultati positivi ai test. Il decimo caso riguarda un uomo di Foggia, ricoverato in terapia intensiva a San Giovanni Rotondo in condizioni definite “delicate”. Si attendono i risultati di conferma di altri 4 casi, il totale quindi potrebbe salire a 18. Tra questi una donna del barese, dipendente del Centro Commerciale ex Auchan di Casamassima. Nel Salento sono 100 le persone messe in quarantena perché entrate in contatto con il paziente di Aradeo. Ma è il foggiano ad essere diventato il primo focolaio pugliese. Il decesso del 75enne, tornato da Cremona, per Emiliano è stato gestito in maniera imperdonabile. A spiegare quel che è successo è stato lo stesso governatore: “Il sistema aveva perfettamente funzionato nel sottoporre ad autopsia una persona deceduta. Era stato effettuato anche il tampone durante l’autopsia. Poi in maniera del tutto incredibile, il cadavere è stato rilasciato per i funerali prima di avere l’esito del tampone. Ora – ha continuato Emiliano – è chiaro che davanti ad un catastrofico errore del medico legale, non c’è rimedio“. Il punto è che non si riesce a chiudere la rete del contagio, ponendo in quarantena tutti, perché i contatti avuti durante il funerale da parte dei familiari della vittima – potenzialmente a rischio positività – sono tantissimi e difficili da ricontattare.
San Marco In Lamis, il paese dove viveva l’uomo, probabilemente è destinato a diventare la nuova Codogno. Il governatore non ha anticipato le misure ma ha parlato di decisioni imponenti, chieste espressamente dalla Regione al prefetto e quindi al governo. Il paese potrebbe essere messo in quarantena e gli accessi vietati.