LECCE- Le primarie del centrosinistra si avvicinano e per la sfida di domenica 12 gennaio per la scelta del candidato alle prossime regionali diventano più nitidi i posizionamenti. Non mancano le frecciate e il bersaglio per eccellenza resta Michele Emiliano, governatore uscente e uno dei quattro sfidanti alla corsa.
In suo favore “mi sembra che a muoversi sia una comitiva di amici”, ha detto in mattinata da Lecce Elena Gentile, unica donna a contendersi la candidatura. Durante la conferenza stampa nell’Open Space di Palazzo Carafa ha rimarcato le differenze: “È una partita aperta, che affido al popolo. Ma voglio dire ai sindaci – ha chiosato – che il tempo di presentarsi con il cappello in mano è finito, deve tornare il merito, non la vicinanza politica, perché il popolo di centrosinistra ci chiede questo. Ecco perché qui sono da sola e molto convinta che serve chiarire fino in fondo qual è il proprio approccio al governo regionale. In passato, i progetti delle amministrazioni di centrosinistra venivano valutati allo stesso modo rispetto a quelli di amministrazioni di centrodestra”. Da qui la frecciata sulla “comitiva di amici che si muove a favore di un candidato”.
Gentile rimarca i distinguo anche rispetto agli altri sfidanti di Emiliano, Fabiano Amati e Leonardo Palmisano, rispondendo alla domanda sul perché non hanno fatto quadrato per bilanciare la partita nei confronti del governatore uscente. Ad ogni modo, il suo appello arriva chiaro ed è rivolto soprattutto alle donne, “che negli ultimi cinque anni sono state evocate e mai pienamente incoraggiate al protagonismo”: “Non è il momento di disimpegnarsi, abbiamo di fronte il grande pericolo, cioè che la Puglia non torni in mano al centrodestra ma in mano ad una destra che inocula odio nei confronti delle persone e non solo dei migranti. Mi immagino Salvini con la sua felpa “La Puglia colonia della Padania” che sale nel palazzo di governo della Regione. Viviamo intensamente la pagina delle primarie, viviamola con democrazia, ognuno scelga il candidato più adatto a rappresentare la Puglia moderna, che si sente locomotiva del Sud”.
“Non ho chiesto la presenza di partiti – ha aggiunto Gentile – e io non ho voluto che esponenti della nomenclatura politica facessero dichiarazioni a mio favore”. Quanto a Vendola, che “è interventuo sulla stampa dichiarando il suo disimpegno, commettendo un errore gravissimo e mi auguro non imperdonabile. Vendola è nato con le primarie, nel 2005, ed è stato riconfermato con le primarie nel 2010, quando la nomenclatura romana voleva metterlo da parte. Il suo è atteggiamento incomprensibile, forse perché da un po’ di tempo si è allontanato dalla Puglia e non vive da vicino le dinamiche politiche”.
Dinamiche che vedono ulteriori posizionamenti. Il coordinamento leccese di Puglia Popolare ha deciso di sostenere Emiliano, per premiare la sua apertura “al confronto con le forze civiche moderate pugliesi”. Fabiano Amati, invece, incassa l’endorsement dell’ex ministro Carlo Calenda e il sostegno del suo partito, Azione. “Non è una novità – dice il candidato – che Azione e Calenda non sosterrebbero mai Emiliano qualora non dovessi vincere le Primarie. A ciò si aggiunga che anche Italia Viva sostiene più o meno le stesse cose, Teresa Bellanova lo ripete ogni giorno e con altrettanta chiarezza, per cui mi sembra che l’unica cosa inspiegabile a questo punto sia il silenzio di Zingaretti, il segretario del mio partito”.