BRINDISI- I poliziotti a fare da scudo, per proteggere la moglie, perché lui non si è fermato neppure davanti agli agenti. Andavano avanti da molti anni i maltrattamenti in una famiglia di Ostuni: in carcere finisce un 56enne albanese, arrestato in flagranza di reato.
Nella tarda serata di ieri i poliziotti hanno ricevuto da una donna in lacrime la richiesta di intervento perché aggredita dal marito. La figlia minore, nel tentativo di difendere la madre, è stata a sua volta colpita, il tutto alla presenza del figlio maggiorenne con alcuni problemi psichici. L’intervento della volante ha evitato il peggio, poiché, come detto, l’uomo anche alla presenza degli agenti cercava ancora di colpire la malcapitata, di ingiuriarla e minacciarla di morte non riuscendovi solo perché i poliziotti si sono frapposti fisicamente facendo da scudo alla vittima.
Nel corso degli accertamenti scaturiti dalla denuncia si è appreso che le violenze, sia fisiche che psicologiche si verificavano da vent’anni e che l’uomo riteneva la donna “cosa sua” non dovendo essere di nessun altro.
A Mesagne, poi, i carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ ”ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari”, emessa dal Tribunale di Brindisi nei riguardi di un 45enne del luogo. Anche per lui, la ex moglie era un bersaglio di continui pedinamenti, messaggi minatori, telefonate e atteggiamenti persecutori. L’ultimo episodio risale al novembre 2019 quando la donna, dopo avere subìto percosse, si è vista costretta a lasciare la propria abitazione per rifugiarsi presso quella della madre. Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto nella sua abitazione in regime di detenzione domiciliare.