TORCHIAROLO- La contestazione al metanodotto Snam parte dai proprietari dei terreni che saranno attraversati dall’infrastruttura che serve a collegare Tap da Melendugno a Brindisi. Il fronte caldo, al momento, è quello di Torchiarolo, dove in questi giorni, dopo i decreti di dicembre, Snam sta entrando in possesso delle aree su cui viene imposto il vincolo di occupazione e asservimento.
La battaglia si fa con le “armi” che al momento si hanno: mentre si valuta il ricorso in sede amministrativa, strada probabilmente non percorribile, si sta procedendo con la contestazione degli importi degli indennizzi. Entro 30 giorni dall’entrata in possesso da parte di Snam, con relativi sopralluoghi e delimitazione con picchetti, diversi proprietari stanno avviando la procedura per la rivalutazione degli indennizzi stabiliti a fronte della mancata disponibilità del bene. Si lamenta, ad esempio, che nel computo non sia rientrata la fascia di rispetto di venti metri a destra e altrettanti a sinistra rispetto allo scavo in cui saranno posati i tubi, aree che resteranno sì nella disponibilità dei proprietari ma sui quali non potrà essere variata la destinazione ad attività agricola tradizionale. Se non si raggiungerà l’accordo con Snam, si andrà in Corte d’Appello.
Ovviamente, non è una questione squisitamente economica relativa agli indennizzi. Lo testimonia, ad esempio, quanto hanno fatto mettere a verbale da parte dei tecnici di Snam la cantante Enza Pagliara e le sue sorelle, proprietarie di un fondo in località Canale Luengu, interessato dall’attraversamento e di cui la società è entrata in possesso sabato scorso: “Dichiaro questa opera illegittima e dichiaro di non accettare le valutazioni proposte perché considerata illegittima sia nelle procedure (manca della valutazione di impatto ambientale, la VIA) sia nella sostanza, in quanto non valuta gli effetti che si produrranno sulla salute, sull’ambiente e sulla società. Manca, inoltre, del parere delle popolazioni locali sulle questioni di giustizia ambientale, come previsto dalla convenzione di Aarhus (trattato internazionale sottoscritto e vigente in Italia). Inoltre, obbliga a impegnarsi a non impedire il passaggio lungo le aree di occupazione sia pedonale che con mezzi agricoli sul terreno sopra individuati, per consentire sia la coltivazione, raccolto, aratura, eccetera. Diffida Snam rete gas dello spostamento di piante di ulivo senza preventiva autorizzazione rilasciata con decreto della Regione Puglia e relativa comunicazione preventiva dell’eventuale autorizzazione, con data ed ora dell’operazione di spostamento delle piante al proprietario. Si contesta l’occupazione di urgenza, nonché l’asservimento e ci si riserva di tutelare ogni diritto ed interesse nelle sedi opportune. Si contestano le risultanze degli accertamenti compiuti in contraddittorio. Obbligo da parte di Snam rete gas di esimere i proprietari dei fondi da ogni danno causato a terzi e ai proprietari dei fondi dell’esecuzione dei lavori e in conseguenza degli stessi”.
Mentre a Melendugno Tap va avanti con i suoi cantieri, i lavori per il metanodotto di interconnessione alla rete nazionale del gas sono partiti a gennaio, iniziando dal tratto più a nord, Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo, 20 chilometri sul totale di 55. A monitorare è il comitato noTap Brindisi, che ha invitato i sindaci a prendere posizione. Gli attivisti comunicano che sono già stati “etichettati gli 8603 ulivi del percorso, di cui metà di medie dimensioni e oltre 300 ulivi monumentali. Vicino a Torchiarolo, il deposito più grande per gli ulivi espiantati: sei ettari”. Picchettata anche la pista da Brindisi fino alla strada per Casalabate.
Dopo il nostro servizio, interviene Snam.
La società spiega che “le adesioni bonarie dei proprietari dei terreni interessati dai lavori del metanodotto Melendugno-Brindisi sono state una larga maggioranza (oltre i 3/4, un dato superiore alle medie nazionali). L’area di Torchiarolo, peraltro, è stata tra quelle che hanno registrato il maggior numero di adesioni (oltre l’85 per cento). Nel calcolo dell’indennità di servitù da corrispondere ai proprietari, Snam ha naturalmente ricompreso tutta la fascia di 40 metri a cavallo della condotta, mentre l’indennità di occupazione riguarda un’area più limitata, quella che sarà effettivamente interessata dai lavori. Al momento le immissioni si sono svolte senza particolari contestazioni, solo legittime osservazioni, puntualmente verbalizzate”.
In riferimento alle dichiarazioni messe a verbale dalle sorelle Pagliara, Snam puntualizza che il progetto ha ricevuto la Valutazione di impatto ambientale il 22 settembre 2017. Manca, tuttavia, lo ricordiamo, la Via unitaria tra i progetti Tap e Snam che, almeno stando al rapporto dei periti nominati dal Tribunale di Lecce nell’ambito dell’incidente probatorio su Tap, doveva essere quantomeno di massima.
“Proprio su proposta di Snam – aggiunge la società di San Donato Milanese con riferimento alla questioni ulivi – è stato previsto dalla VIA e dalla Verifica di Ottemperanza che siano effettuati test di laboratorio su tutti gli ulivi presenti sul tracciato del gasdotto. La Verifica di Ottemperanza, ottenuta a novembre 2018, è stata eseguita dalla Commissione Tecnica regionale per la tutela degli alberi monumentali, della quale hanno fatto parte i rappresentanti di tutti i Comuni interessati. Tale commissione ha valutato tutti gli alberi, non solo i monumentali. Cogliamo l’occasione per ricordare che, durante la fase dei lavori, gli ulivi sani lungo il tracciato del gasdotto saranno collocati temporaneamente in aree limitrofe, opportunamente individuate e autorizzate. Queste aree saranno recintate e coperte da reti antinsetto per evitare il contagio. La rimozione temporanea degli ulivi avverrà solo nel periodo ammesso, che va da novembre ad aprile. Al termine dei lavori, le piante saranno riportate nell’esatto punto di prelievo. Snam provvederà alle cure colturali per tutto il periodo in cui saranno nelle aree di deposito temporaneo. Nell’affidamento dei lavori particolare attenzione è stata posta proprio al minore impatto possibile sugli ulivi. Al termine dei lavori, così come avviene per tutte le opere di Snam, saranno effettuate accurate azioni di ripristino ambientale per far tornare i terreni nelle loro condizioni originarie”.
t.c.