LECCE (di M.C.) – Sala Stampa Sergio Vantaggiato gremita come dopo una grande vittoria, ed è stata una grande vittoria quella di Manuel Scavone, la sua vittoria contro la sfortuna, è la vittoria di tutti, ottenuta da una squadra perfetta; tutti insieme oggi ne hanno parlato. La situazione era critica. Dopo lo scontro con Beretta le funzioni vitali di Scavone erano alterate ma fortunatamente una squadra di medici e soccorritori da serie A lo hanno strappato alla morte prima di trasportarlo in ospedale.
Il primo a rompere il ghiaccio è stato il responsabile sanitario dell’US Lecce, dott. Giuseppe Palaia, tra i primi ad agire con la respirazione bocca a bocca e proprio da lì ha iniziato a raccontare a modo suo, con una battuta, strappando un sorriso ai presenti:
“C’è una bellissima atmosfera da stadio; inizio col dire che mi sono innamorato di Manuel perché l’ho baciato e adesso sento qualcosa dentro. Scherzi a parte devo dire che tutto ha funzionato nel migliore dei modi, c’è stata una sincronia perfetta. Ed una cosa che mi preme sottolineare è che qui a Lecce il defibrillatore in campo c’è dai primi anni ‘80, da quando col dott. Montinaro decidemmo di averlo con noi. Tornando a venerdì è stato fatto tutto per come doveva essere. Abbiamo prima pensato a ripristinare le funzioni vitali, nel momento in cui la situazione si è normalizzata e Manuel aveva ripreso conoscenza abbiamo chiamato l’ambulanza che serve al solo trasporto in ospedale. La catena della sopravvivenza è stata rispettata grazie ad una squadra di professionisti che hanno saputo, ognuno per le proprie competenze, dare il massimo”.
Ovviamente come ha spiegato il medico sociale del Lecce, dott. Giuseppe Congedo, visibilmente emozionato, qualche strascico la rovinosa caduta l’ha lasciato: “Una vicenda nata in maniera drammatica, conclusa in maniera positiva – ha esordito Congedo visibilmente emozionato – per me è stata la prima volta di un accadimento così. Quello che mi ha colpito di più è stata la coordinazione naturale tra di noi; sembrava che avevamo preparato tutto, prima Graziano Fiorita e poi a seguire, ognuno di noi ha fatto quel qualcosa indispensabile per Manuel. La caduta ha causato una lussazione acromion claveare, nei prossimi giorni faremo un consulto ortopedico ulteriore e decideremo come procedere”.
L’emozione che si respirava nella Sala Stampa traspariva negli occhi di Graziano Fiorita, il massofisioterapista utilissimo nella pratica di primo soccorso e spiega il motivo: “Ringrazio la società del Lecce essendo molto attenta a queste evenienze ci ha fatto fare a tutti, mi ha fatto fare, un corso di primo soccorso, poi ringrazio i medici perché la situazione di Manuel era molto delicata, abbiamo liberato le vie aeree e abbiamo ottenuto un risultato di squadra. Comunque quando hai in squadra Ronaldo e Messi – afferma riferito a Palaia e Congedo – è facile vincere”.
A fare da eco, emozionatissimi davanti alle telecamere ma freddi e precisi in campo e nel loro lavoro, il il cardiologo dott. Antonio Tondo e il rianimatore dott. Maurizio Tiano: “Estremamente felice per come si è conclusa. Siamo stati capaci ad affrontarla nel migliore dei modi perché eravamo preparati a situazioni del genere, perché se non le prevedi hai difficoltà a fronteggiarle – ha affermato Tondo”.
“Vero è che abbiamo saltato la gara con l’Ascoli ma abbiamo vinto una gara molto più importante, quella della vita di Manuel. E abbiamo vinto tutti insieme proprio perché siamo organizzati e abbiamo in campo un piccolo pronto soccorso”.
Donato Provenzano, responsabile della sicurezza poi ha posto l’accento sull’eccellente coordinazione, lasciando poi la parola al direttore della centrale operativa del 118 dott. Maurizio Scardia e ad Antonio Zecca presidente Croce Rossa Italiana Lecce.
“La catena della sopravvivenza ha funzionato perfettamente – ribadisce Scardia – ci tengo a sottolineare che qui al Via del Mare per un eccesso di zelo della società anche gli steward sono stati formati per effettuare operazioni di primo soccorso. Io ho subito allertato anche la seconda ambulanza e nel momento in cui abbiamo ricevuto la richiesta abbiamo subito agito; l’ambulanza serve soltanto al trasporto protetto di un paziente che ha già superato la fase critica, e sono contento che tutto abbia funzionato alla perfezione”.
Infine Antonio Zecca spiega che l’ambulanza in pochi secondi dalla chiamata era lì e ringrazia: “Da quando ci hanno chiamati solo pochi secondi sono passati. Il fatto dei tabelloni spostati dai calciatori è stato un fattore emotivo ma era tutto calcolato. Ci tengo a specificare che noi siamo già pronti, un’ora prima della gara a qualsiasi evenienza, non solo dei protagonisti in campo ma anche degli sportivi sugli spalti. Siamo felicissimi di come si sia conclusa la vicenda”.
Una grande squadra dunque, una squadra in grado di unirsi e abbracciare Manuel Scavone che ora può sorridere. Il peggio è passato, tutto è bene quel che finisce bene.