MELENDUGNO- A Melendugno si strappano le tessere elettorali, se ne fanno brandelli. È un gesto simbolico ma potente per veicolare il dissenso contro il governo e il M5s in particolare. Si riscaldano i motori della protesta, tutti pronti a tornare nella trincea di San Foca, ora che manca davvero poco alla ripresa dei lavori per continuare la costruzione del gasdotto. Si fa con più rabbia di prima.
“Contro il governo Conte è mobilitazione generale”, rilanciano dal Movimento noTap. Sarà una domenica mattina di sit in sul lungomare di San Foca. “Salvini prepari le ruspe”, dicono gli attivisti. Il sindaco Marco Potì chiama a raccolta associazioni, movimenti, ma anche i suoi colleghi.
“Da ministro dello Sviluppo economico – ha detto il vicepremier Luigi Di Maio – ho studiato le carte della Tap per tre mesi. Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro. Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente”. “Di Maio non ha studiato un bel niente”, replica Gianluca Maggiore, portavoce del Movimento. A fine settembre, come ricorda, lo stesso Ministero di Di Maio ha ammesso che la “quantificazione dei costi di abbandono ha come fonte la società di Stato azera Socar” e che “non si tratta di conteggi effettuati dal governo italiano o da questo Ministero”. Non ci possono essere penali ma solo un eventuale contenzioso con richieste di risarcimento del danno, come replica a Di Maio anche il suo predecessore Carlo Calenda.
All’interno del M5s gli unici a prendere le distanza sono i tre parlamentari Lello Ciampolillo, Saverio De Bonis, Sara Cunial. Sono stati loro a depositare l’ultimo esposto in Procura contro Tap e nessuno di loro è salentino: “Anche Conte sbaglia – dicono -. Non ci possono essere penali, semplicemente perché non esiste alcun contratto tra Stato e Tap. Non ci possono nemmeno essere costi a carico dello Stato, semplicemente perché, non essendovi ad oggi il rispetto delle prescrizioni da parte di Tap, non vi può essere responsabilità dello Stato”.
In mattinata, intanto, la Prefettura di Lecce ha convocato la multinazionale, per impartire direttive sulla sicurezza. Il pattugliamento in mare sarà costante, ma si temono azioni di disturbo con ogni mezzo. In base alle condizioni meteo, le prime imbarcazioni di Saipem arriveranno a San Foca lunedì o martedì per effettuare i monitoraggi ambientali. Poi, tra mercoledì e giovedì, stando al cronoprogramma aziendale, dovrebbe giungere la grande nave che inizierà a fissare le palancole sul fondale.