LECCE – 588 ore di assenza, per un totale di 12.934, 85 euro intascati indebitamente. Si traduce in questi numeri l’accusa di assenteismo a carico di cinque dipendenti di Palazzo Carafa, in servizio presso i Settori Ambiente e Servizi Demografici, e quattro della societa in house Lupiae Servizi.
Gli sconti arbitrari sugli orari di servizio servivano a questo: prendere il caffè al bar, sistemare l’acconciatura dal parrucchiere, fare il carico di frutta e verdura dal fruttivendolo. E poi ancora un’oretta di shopping tra le bancarelle del mercato bisettimanale di Lecce, una capatina al supermercato, una al panificio e poi tappa al calzolaio per sistemare le scarpe consumate e un salto in tabaccheria o al punto Snai per tentare la fortuna tra gratta e vinci e scommesse.
Andiamo con ordine.
Per i dipendenti di Palazzo Carafa la cattiva abitudine comune a tutti era la stessa: giustificare le uscite come “inerenti l’attività lavorativa” con apposito codice nel registro preposto. Nello specifico:
-Una dipendente dell’ufficio servizi necroscopici e cimiteriali ha così intascato 2.446 euro, per 100 ore di servizio su carta mai svolte e 9 buoni pasto utilizzati senza averne diritto. Il tutto per andare al mercato, acquistare prodotti di igiene casa e persona, il pane e fare tappa dal calzolaio.
-Il Coordinatore del servizio igiene sanità e randagismo del Settore ambiente di ore di assenza ne ha accumulate 142 ore e ha usufruito di 4 buoni pasto non dovuti, per un totale di 4.702,11 euro. Dai pedinamenti è risultato fare tappa periodicamente dal fruttivendolo, passare a prendere amici per andare al bar, giocare una scommessa al punto Snai, fare un salto in un’agenzia viaggi, al supermercato e persino in ferramenta.
-Il Segretario con mansioni di collegamento con le sedi distaccate del settore Ambiente ha totalizzato 123 ore di assenza oltre a 9 buoni pasto non spettanti: 2.297,73 euro percepiti indebitamente. Per sbrigare faccende personali ha utilizzato anche l’auto del Comune. Tappa nei bar, spese, visita dal dentista.
-L’Addetto alla cura dell’archivio del settore Igiene e Sanità, con 30 ore di assenza e 4buoni pasto in pià, per un totale di 478,94 euro di ingiusto profitto ha potuto acquistare il formaggio presso un caseificio e sistemare i capelli dal parrucchiere.
Riguardo i dipendenti della Lupiae Servizi l’accusa è di aver messo agli atti più ore di servzio rispetto a quelle effettivamente svolte. Nel dettaglio:
-Una dipendente con 53 ore e mezzo di assenza, fruttate 830 euro, è stata beccata dalle Fiamme Gialle ad acquistare periodicamente “gratta e vinci”.
-L’ Istruttore amministrativo contabile presso il Servizio demografico del Comune ha collezionato 31 ore da “fantasma” : 607,62 euro. Dalle immagini delle telecamere è risultato timbrare ben vestito all’arrivo e all’uscita con bermuda. Complice una porta d’uscita secondaria.
– Gli altri tre, una dipendente del Settore Demografico, e due addetti alle pulizie negli uffici di Via Lombardia , hanno collezionato insieme 91 ore di assenza per un totale di 1.260, 35 euro, senza versare una goccia di sudore.
Gli indagati sono Giovanna D’Arpe, 63 anni; Ivan Vernich, 61; Fulvio Secondo, 63; Cristiano Mezzi, 46, tutti dipendenti comunali. I dipendenti Lupiae indagati, invece, sono Elisabetta Sanzo’, 44 anni; Fortunato Bottazzo, 67; Valentina Vernich, 38; Renzo Bergamo, 48; Patrizia Corallo, 48.
E.Fio