BARI- “Siamo disponibili a fare fronte comune con chiunque voglia e con qualunque forza politica si impegni a modificare le norme e a vietare l’uso degli air gun. Saremo di nuovo in prima linea e mi sento di rappresentare l’ira di tutti i pugliesi”. Sono le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, a margine della conferenza stampa sulla blue economy svoltasi questa mattina in Presidenza, dopo la bocciatura del Consiglio di Stato dei ricorsi in appello presentati per bloccare le ricerche di petrolio al largo delle nostre coste.
Ce n’è anche per i suoi alleati democratici: “Il mare è una risorsa – ha detto Emiliano – ma questa considerazione si scontra contro la cecità di un governo, che per fortuna è ai suoi ultimi giorni, che ha fatto delle scelte scellerate in contrasto con questa visione che peraltro è dell’Unione europea. La Puglia quando protesta non lo fa a titolo personale”. Secondo Emiliano che governi di centrosinistra abbiano cambiato la strategia e facilitato in particolare l’utilizzo dell’air gun per le ricerche e le prospezioni, “è un fatto fuori dall’immaginabile”.
“E’ un fatto sconcertante – ha detto ancora Emiliano – che il Consiglio di Stato non abbia detto che l’air gun è una cosa buona, ma ha detto solo che si tratta di una scelta discrezionale del Governo nella quale è chiaro che un giudice non può entrare. C’è una divisione tra il potere giurisdizionale e il potere legislativo e dell’esecutivo ed è evidente che se il Governo decide di rendere legittimo l’uso dell’air gun non è certo un giudice che può cambiare la legge. Il giudice può solo applicarla. Pensate addirittura che qualcuno, prima di questo governo, aveva ritenuto di inserire l’uso dell’Air Gun, nei cosiddetti eco-reati. Adesso qualcuno l’ha fatto diventare il mezzo per il quale concedere questi permessi che fruttano allo Stato solo poche decine di migliaia di euro per ciascuno permesso”.
“Non c’è una sola voce a favore delle ricerche di idrocarburi in mare – ha concluso il governatore – se non piccoli burocrati di un ministero e alcuni uomini politici collegati inevitabilmente a delle lobby. Perché se si sblocca la possibilità di fare ricerca e di farla con gli air gun nel nostro mare grazie a provvedimenti politici, questi politici non possono che essere considerati dei lobbisti: non sono altro”.
Il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta, commenta:
“Una collaborazione che potremmo avviare a patto che per Emiliano non si traduca solo in una guerra muscolare interna al suo partito, che già ha tanto inciso sullo sviluppo della vicenda: probabilmente, se non ci fosse stato il suo braccio di ferro con Renzi, la Puglia non sarebbe stata presa di mira in questo modo. Ma è tempo di andare oltre, facendo fronte comune contro le multinazionali del petrolio e contro i poteri forti che le supportano o le hanno supportate all’interno delle istituzioni nazionali”.