LECCE- Una intera settimana di mobilitazione quella in corso, perché si addensano le nubi sui lavoratori dello stabilimento di Lecce della CNHi, nella zona industriale, in vista del piano che sarà presentato a giugno. “Il governo dopo l’incontro del 16 febbraio – dicono dal sindacato – deve affrettare la convocazione di un tavolo nazionale con la direzione del Gruppo industriale. Troppo tempo è passato e poco ne abbiamo davanti: nel frattempo i lavoratori continuano a pagare con una riduzione dei loro salari e senza certezze per il futuro”.
L’appello parte dalla Fiom: “È indispensabile che la proprietà faccia chiarezza sul futuro – rimarca Annarita Morea – e non pensi solo all’azzeramento del debito, investa su nuovi modelli e favorisca la transizione dai modelli con motori tradizionali a nuove motorizzazioni ibride ed elettriche, perché senza innovazione non c’è futuro e occupazione”. Nel frattempo la Cgil Puglia e la Fiom-Cgil Puglia hanno inviato una richiesta al presidente della Regione, Michele Emiliano, affinché si faccia promotore di un incontro con le direzioni degli stabilimenti pugliesi. Lo stabilimento CNHi di Lecce conta poco più di 620 dipendenti, compresi i circa 40 dell’area testing, ed è specializzato nella produzione di macchine movimento terra.