SAN CATALDO- Via le guaine a copertura del tetto, poi verrà pian piano smantellato tutto il resto: cabine, bagni, bar, cisterne interrate. Dopo cinque anni di degrado, la spiaggetta libera di San Cataldo ritornerà nella disponibilità dei leccesi, di quelli che non vogliono o non possono permettersi l’ombrellone in uno stabilimento balneare. I lavori di demolizione del lido Salapia sono stati avviati in mattinata e dureranno un mese, con un fine cantiere fissato per il 10 aprile.
L’importo del progetto di rimozione è di 27mila euro, scesi a circa 19mila dopo il ribasso d’asta. Il legname, inoltre, verrà riutilizzato da tre realtà che ne hanno fatto richiesta a fini sociali. “Si tratta – spiega il vicesindaco Alessandro Delli Noci – dell’associazione Archistart che lo riutilizzerà per alcune installazioni durante la Summer School 2018, del WWF che lo riutilizzerà per le attività nella Foresta urbana in Via San Cesario e di due gruppi scout della città, Agesci e Cngei, che lo utilizzeranno nel Parco Baden Powell. Il primo obiettivo in tempi molto stretti è quello di restituire decoro e rendere di nuovo fruibile una parte di territorio che appare oggi in completo stato di abbandono e di degrado”.
Anche il riciclo del legname era tra le richieste avanzate da Telerama con l’appello lanciato nel luglio scorso e con il quale ne aveva chiesto l’immediata messa in sicurezza e poi l’abbattimento. Troppo pericolose le condizioni in cui versava la struttura, tra pali pericolanti, spuntoni, chiodi, fili elettrici, tutto lasciato marcire sulla spiaggia frequentata da famiglie con bambini. C’è chi ha tacciato quella nostra richiesta come faziosa, perché giunta a poche settimane dall’insediamento della nuova amministrazione. Che, invece, ha considerato quell’azione una “urgenza”, avviandone da subito l’iter. Impossibile, secondo gli amministratori, provare a recuperare quel lido concepito per accogliere diversamente abili. Tuttavia, con la definizione del piano coste non si esclude che si possa immaginare lì una spiaggia attrezzata dedicata.
Prima di arrivare a oggi, comunque, è stato necessario risolvere un contenzioso: la giunta, su proposta dell’assessore agli Affari Generali Carlo Mignone, ha proceduto a deliberare la rinuncia al giudizio promosso davanti al Consiglio di Stato, dopo che, nel 2013, la Regione Puglia dichiarò decaduta la concessione demaniale di tre anni prima, provvedimento dirigenziale impugnato dal Comune. In quello stesso 2013, lido Salapia, sorto nel 2010 con una spesa di 300mila euro di Palazzo Carafa, finì sotto sequestro per abusivismo.
Nel frattempo, è successo anche altro: accanto, tra le polemiche, è sorto un chiosco prefabbricato. Il vicesindaco Alessandro Delli Noci, come già annunciato dall’assessore Rita Miglietta, è netto: “alla scadenza della concessione, a maggio, valuteremo cosa fare”.