LECCE – Nell’intervista rilasciata in esclusiva a TeleRama aveva dato il suo indirizzo mail, il giorno del suo insediamento ufficiale anche il numero di cellulare. Il nuovo Vescovo di Lecce, Monsignor Michele Seccia, alla sua nuova diocesi si presenta così: come una guida spirituale attiva h24, “così come dovrebbe essere la chiesa: aperta a tutti, senza orari” dice. È il primo appello che rivolge al clero della città nella quarta tappa del suo tour prima dell’insediamento ufficiale. Detta il suo numero personale nella Chiesa di San’Irene dopo aver portato il suo saluto alla casa della carità e aver attraversato le strade della Movida a piedi per poi raggiungere le istituzioni a Palazzo Carafa. “I parroci devono essere dediti all’ascolto sempre -dice- per dare una risposta attenta e precisa ai bisogni della gente“. Un invito dolce e dritto al punto allo stesso tempo.
Dopo aver vestito gli abiti religiosi il Vescovo raggiunge il palazzo municipale e qui la riflessione verte sulla povertà, “una delle emergenze del territorio” spiegano il Sindaco Carlo Salvemini e il Presidente della Provincia Antonio Gabellone. Lui, Monsignor Seccia, ascolta ogni parola attentamente.
Raggiunto il Duomo bacia il crocefisso e all’altare riceve il pastorale (dono della diocesi in legno d’ulivo e argento realizzato da Antonio Perrone e Flavio Tricario due docenti di arte dei metalli e oreficeria del Liceo Artistico “Ciardo-Pellegrino” di Lecce), per poi insediarsi sulla Cattedra.
Qui, in una cattedrale gremita di autorità civili e militari non solo leccesi insieme a tantissimi fedeli, rivolge alla comunità il primo sguardo, la prima benedizione: un primo contatto ufficiale e affettuoso con la sua nuova “casa”.
Un primo pensiero a Papa Francesco, poi l’invito ancora una volta a pregare per lui in questa nuova avventura, “oggi è il tempo della fame e della sete di Dio -dice nel corso dell’omelia- non abbiate paura. Mi rivolgo a chi ha il desiderio di andare in missione: c’è ovunque, ancora, il bisogno di credere, di ricevere messaggi di speranza“.

Il Vescovo abbraccia la comunità, non solo idealmente: da questo momento inizia ufficialmente il suo mandato.