Xylella, dalla prossima settimana tagli coatti: 566 gli ulivi da abbattere

BARI- Dalla prossima settimana, se i contadini non faranno da soli, riprenderanno gli abbattimenti coatti degli ulivi risultati infettati dal batterio Xylella Fastidiosa. È questa la scadenza che si è data la Regione Puglia per l’espianto di 566 alberi che restano ancora da tagliare (su 866) a Oria e Francavilla Fontana. Le squadre dell’agenzia regionale Arif si stanno già preparando, mentre fra due settimane ripartiranno anche i monitoraggi su 160mila ettari.
Dopo il nuovo scossone arrivato dalla Commissione Ue, dunque, si affrettano i tempi. E il motivo è chiaro: il prossimo 20 giugno, si riunirà il prossimo comitato fitosanitario europeo e la Puglia teme l’ipotesi più dura, vale a dire il passo indietro di Bruxelles sulla possibilità annunciata di tornare a piantare gli ulivi nel Salento, almeno le due varietà considerate, per ora, più capaci di reagire al batterio, vale a dire Leccino e Favolosa.
Ecco perché è corsa contro il tempo, con alle porte, inoltre, il rischio di un riavvio della procedura d’infrazione comunitaria a carico dell’Italia sospesa lo scorso febbraio.
La Commissione Ue, nel suo report pubblicato il 31 maggio in seguito alle verifiche tecniche di novembre, ha rigirato il dito nella piaga e la rivista scientifica Nature, nelle scorse ore, ha rincarato la dose: l’Italia va troppo a rilento sugli abbattimenti.

Sono dodici i focolai individuati nella zona di contenimento, la fascia di 20 chilometri rientrante in area infetta e che va dalle campagne a nord di Brindisi fino a Cisternino e, a ovest, verso Taranto. Gli olivicoltori di Oria e Francavilla continuano ad opporsi ai tagli: un ricorso è pendente dinanzi al Tar Lazio e sarà discusso a settembre, per il resto si stanno ignorando le intimazioni di Bari a procedere con i tagli. La Regione ha, pertanto, interessato le prefetture e i sindaci, per cercare di convincere i proprietari a fare da sé, dietro indennizzo. Ma questa operazione di “moral suasion”, come è stata chiamata, ha una scadenza. Che è appunto la prossima settimana: dopodiché, Arif entrerà in azione con le sue motoseghe, le spese verranno addebitate agli olivicoltori, che perderanno il ristoro e saranno, inoltre, multati.
Un pugno duro che rischia di provocare pesanti reazioni sul territorio.

 

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