LECCE – Quando arriva il buio la paura cresce, ma chi qui ci lavora non ha nessuna alternativa. L‘ultimo episodio lunedì sera alle porte della stazione di Lecce è solo la goccia che fa traboccare il vaso. “Perchè qui è ogni sera la stessa storia -ci raccontano tassisti e proprietari di attività commerciali sul viale della stazione– lavorare guardandosi le spalle non è quello che meritiamo“.
“L’incubo inizia alle 6.00 del mattino, quando la colazione è a base di birra: insulti e provocazioni non si contano. Il bivaccare è il fenomeno che accompagna l’intera giornata -continuano- poi al calar del sole,la situazione peggiora: due sabati fa in due hanno deciso di espellere i propri bisogni sul marciapiede davanti ai loro occhi. Erano solo le 23.00, risultato un verbale. Ma non basta questo a scoraggiarli“.
Mentre continuiamo il nostro tour tra i resti dei giorni prima, una donna urla rannicchiata in un angolo. Poco prima, all’esterno del bar dove avevamo intervistato il titolare, si era messa a tu per tu con quest’ultimo. Arrivano due volanti, forse qualcuno le ha contattate telefonicamente: lei saluta gli agenti, si dimostra calma come se nulla fosse accaduto e poi torna a rannicchiarsi per terra. Il suo monologo continua.
I passanti sono perplessi ma prevale l’assuefazione, perchè l’incubo è ormai un appuntamento quotidiano. Finchè qualcuno non interviene, loro si sono allenati a conviverci.