BARI- Chiederò al Governo italiano chiarimenti e di supportare la Regione Puglia nell’accertamento della verità, chiederò inoltre di essere sentito dalla Procura della Repubblica di Milano per comunicare quanto a mia conoscenza. Con un post su Fb il governatore della Puglia Michele Emiliano annuncia le prossime mosse sulla vicenda del gasdotto Tap, alla luce dei poco chiari rapporti tra europa e Azerbaijan emersi nell’inchiesta del programma di Rai 3 Report.
La Regione Puglia- dice Emiliano- ha sempre avuto gravi perplessità sulla realizzazione del gasdotto Tap, un’opera privata di interesse pubblico che servirà a trasportare in Europa il gas azero con l’obiettivo primario, di emancipare
il continente dalla dipendenza dal gas russo. La contrarietà della Regione Puglia era limitata alla localizzazione dell’approdo su una delle più belle spiagge dell’Adriatico, a San Foca. Ma dopo la visione della puntata di Report, continua Emiliano, i nostri timori si allargano . La Procura milanese infatti sta indagando sul versamento di circa 2milioni e 300mila euro ad un politico italiano membro del Consiglio d’Europa.
Si tratta di Luca Volontè, che avrebbe in cambio, secondo l’accusa, aiutato l’Azerbaijan ad evitare che lo stesso Consiglio d’ Europa si pronunziasse condannando lo Stato ex sovietico per violazione dei diritti umani. In quel paese infatti non è garantita la libertà di stampa e non sono garantite le altre libertà fondamentali. E allora, conclude Emiliano, mi domando a che condizioni si può concedere ad un paese che sembra non rispettare le libertà fondamentali, di esportare in Europa il suo gas facendosi finanziare dalla UE e ricevendo da quest’ultima il privilegio dell’uso esclusivo della struttura? Il dubbio è che l’iter autorizzativo dell’opera sia stato influenzato o condizionato dall’attività di lobby che il governo azero pare abbia messo in campo per evitare la condanna da parte del Consiglio d’ Europa.
Rivolgeremo questa domanda al Parlamento Europeo chiedendo ai deputati di proporre interrogazioni sul punto anche al fine di rivalutare i fatti