BRINDISI- Furto di farmaci e materiale sanitario in genere dall’ospedale Perrino di Brindisi. Gli autori 10 dipendenti della Sanitaservice, società partecipata dell’Asl brindisina, che all’alba sono stati arrestati. I farmaci sparivano durante il trasporto dalla farmacia ai vari reparti, nel corso della distribuzione e consegna attraverso l’armadietto con le ruote chiamato “Roller band”. Da qui il nome dell’operazione coordinata dalla Procura di Brindisi e portata avanti dal Nas di Taranto in collaborazione con quello di Brindisi e Lecce. Quando qualcuno, insospettito, ha intensificato i controlli sulla distribuzione, i furti sono avvenuti direttamente nella farmacia dell’ospedale. Gli addetti avevano le chiavi. In queste immagini, registrate dalle telecamere piazzate dai carabinieri si vedono chiaramente gli arrestati che caricano grossi scatoli di materiale. Poi si passa al garage dell’ospedale e qui gli scatoloni vengono caricati in auto. Destinazione mercato nero, dove grazie alla complicità di ricettatori, venivano distribuiti a privati, gente che aveva interesse solo a risparmiare. Si tratta dei 36 indagati che in mattinata hanno subito le perquisizioni, tra questi un dentista di Mesagne ed un bar di Brindisi.
I carabinieri hanno cercato, e in molti casi trovato, i farmaci rubati.Tra arresti in carcere, domiciliari e obbligo di dimora, 10 le persone a cui è stata notificata l’ordinanza: i brindisini Massimiliano Bataccia, 36 anni, Damiano Bissante 60 anni, Oliver Cannarile, 44 anni, Michelangelo Lombardi , 43, Ignazio Menga 59 anni, Antonio Pozzessere, 56 , Concetta Pozzessere 39 anni, Patrizia Rammazzo, 53, Cosimo De Tommasi, 55 anni di Novoli e Attilio Ferulli, 41 anni di Cellino S. Marco.
Ad andar per la maggiore erano i materassi speciali anti piaghe da decubito, ma c’erano anche siringhe, pannolini per bambini, traverse, e poi gli antibiotici le pomate, i guanti in lattice. Uno dei principali contatti con gli acquirenti era un venditore ambulante di frutta e verdura che piazzava il furgoncino proprio davanti l’ospedale.
La denuncia è arrivata dal direttore generale dell’ Asl brindisina Giuseppe Pasqualone nel febbraio 2016. Le indagini sono durate solo tre mesi, ma gli inquirenti ritengono che la pratica andasse avanti da tempo. Il meccanismo era ben collaudato. Le accuse sono di peculato per chi rivestiva ruoli di maggiore responsabilità, furto aggravato per gli altri. Poi c’è la ricettazione e la truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale per decine di migliaia di euro, 40 mila il danno quantificato in soli 3 mesi.