Fondi accoglienza migranti, i Comuni di Parabita e Neviano vanno in Procura

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PARABITA/NEVIANO-I Comuni di Parabita e Neviano bussano alla porta della Procura di Lecce per chiedere di verificare le presunte anomalie nella gestione dei progetti Sprar, per l’accoglienza dei migranti, sul loro territorio. Hanno inviato relazioni dettagliate agli inquirenti e al Prefetto e in entrambi i casi si fa riferimento a rendicontazioni parziali e prive di fatture da parte dell’associazione Integra Onlus, che gestisce in tutti e due i casi i progetti.
All’indomani dell’accusa di “mala gestione” che Integra ha avanzato contro i due enti, dunque, la controffensiva non si fa attendere.

Anzi, a Parabita precede: “già lunedì la responsabile dell’ufficio servizi sociali del Comune – dice il sindaco Alfredo Cacciapaglia – aveva inviato un report dettagliato a magistratura e Prefetto, perché qualcosa non torna. Ora, inoltre, stiamo valutando di procedere per le vie legali dopo le accuse che ci sono state rivolte riguardanti una possibile distrazione dei fondi ministeriali dedicati all’accoglienza verso altri capitoli di bilancio”. Nel dossier di Parabita, si fa riferimento a documentazione “incompleta” e pignoramenti arrivati in Comune, motivi alla base del blocco di una parte dei soldi. Ad oggi, come si legge nell’atto, sono stati liquidati a Integra 506mila euro, mentre sono ancora da liquidare “se dovute”, specificano dagli uffici, somme per 53mila euro relative al 2015.  Alla Procura viene segnalato il fatto che “nonostante le continue cessioni di credito, gli utenti, gli operatori, i proprietari di immobili locati continuano a segnalare gravi inadempienze da parte dell’ente gestore oltre al fatto che le condizioni di vita degli ospiti negli alloggi non sarebbero dignitose”.

Storia simile a Neviano. “Siamo letteralmente esterrefatti dalle gravi accuse avanzate nei confronti di questo Comune”, ribadisce la sindaca Silvana Cafaro, che ha deciso di presentare esposto in Procura.

“Sin dalle prime fasi del progetto – spiega- abbiamo lamentato ritardi nell’erogazione del Poket Money e dell’erogazione del contributo per vitto per quei rifugiati- beneficiari che lo percepivano in denaro; ritardi nel pagamento delle utenze con conseguenti distacchi dei servizi presso le strutture; ritardi cronici nel pagamento degli stipendi al personale addetto e sul trattamento agli economico degli operatori è meglio sorvolare perché sarebbe materia da Ispettorato del Lavoro più che di Procura della Repubblica. Queste nostre affermazioni sono tutte supportate dagli atti a disposizione presso questo Comune e trovano riscontro nella relazione da parte della Missione di monitoraggio Ministeriale. La revoca del progetto è avvenuta unicamente per volontà del Ministero”. Qui, ad oggi, sono arrivati da Roma 971.325 euro, di cui 890.390,25 erogati all’associazione Integra. Il resto delle somme trattenute dal Comune a causa di pignoramenti gravanti sulla Onlus. “Abbiamo deciso di corrispondere direttamente ai beneficiari le somme spettanti per Poket Money e contributi per vitto – conclude Cafaro – e di riservare, stante gli obblighi di legge, le somme necessarie per pagamento in via sostitutiva delle retribuzione ai dipendenti, che non percepiscono gli stipendi da mesi ed in alcuni casi sin da marzo”.

 

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