LECCE- L’esposto presentato da Teresa Bellanova, Antonio Rotundo, e Fabrizio Marra, esponenti del Partito democratico, il 28 aprile del 2012, durante la precedente campagna elettorale per le amministrative. Il rischio paventato quello del voto di scambio nell’assegnazione delle case di proprietà comunale, sulla base, all’epoca, della vecchia graduatoria risalente al 1999 e sostituita poi nell’ottobre 2013.
Obiettivo, verificare è l’intera gestione dello IACP, finita sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori dopo l’episodio di presunta compravendita di voti denunciato da una coppia di leccesi, residenti in un palazzo dello IACP di via Don Giacomo Alberione, in zona Settelacquare ai microfoni di TrNews.
Angela e il marito Paolo – con due figli piccoli – raccontarono la loro tragica storia, barricati in casa in attesa dell’esecuzione dello sfratto dello IACP. Dichiararono, per poi ritrattare tutto, che attraverso una scrittura privata avevano concordato – all’insaputa dello IACP – lo scambio di quello che era il monolocale nel quale vivevano, con un appartamento più consono alle loro esigenze, ereditando però la morosità dell’inquilino al quale sono subentrati.
Il presunto intreccio tra Scu e politica cittadina è già finito sul tavolo della Commissione parlamentare antimafia. Il Pd, lo scorso ottobre ha inviato un dossier alla presidente Rosi Bindi, un rapporto in cui vengono ricostruite le “relazioni pericolose tra amministratori pubblici, attualmente in carica in seno al Consiglio comunale, e la criminalità organizzata locale”.
Lunedi mattina una delegazione del Pd, insieme al senatore Tomaselli, componente della commissione antimafia, incontrerà il procuratore generale della repubblica.