LECCE- Sorprende una donna sola che, di notte, si ferma in un’area di servizio per fare rifornimento. Le punta contro un fucile a canne mozze e le prende la borsetta e l’auto. Ma il rapinatore ha trovato pane per i suoi denti, perché la vittima ha ben poco della vittima e, poco dopo, lo fa arrestare. La sequenza, con tanto di spari rivolti anche alla Polizia, si è svolta a Lecce, in via Merine. Una donna di 46 anni, a bordo della sua Y10 vecchio modello, si è fermata per fare rifornimento nella stazione di servizio Total Erg quando, dal nulla, è spuntato il rapinatore armato. Lei ha urlato, si è tenuta stretta la borsa, ha tentato anche di recuperare il cellulare che aveva in auto, si è ferita ma senza demordere.
Alla fine il bandito è entrato nell’auto della donna ed ha sparato un colpo in aria. Alla vittima, con il volto insanguinato, non è restato altro da fare che chiedere aiuto. Sola, ferita, al buio, è stata snobbata dalle prime due auto che sono passate, che hanno accelerato invece di fermarsi. Poi finalmente dei ragazzi l’hanno soccorsa ed hanno chiamato il 118 e il 113.
La donna ha riportato, nella colluttazione, ferite al labbro e ad un gomito. All’arrivo della volante, uno degli agenti, ascoltando il racconto della vittima e la dettagliata descrizione che questa ha fornito dell’aggressore -giovane, capelli cortissimi, giubbotto di pelle- ha avuto un’intuizione: a 100 metri dall’area di servizio abita un uomo già noto per rapina con lo stesso modus operandi. I poliziotti sono andati a casa sua, lo hanno aspettato nascosti nell’ombra finché non è arrivato a piedi -di certo aveva già “piazzato” l’auto rubata, che non è stata ancora recuperata-. Lui li ha visti e non ha esitato a sparare un altro colpo, prima di scappare entrando in un appartamento e poi scappando su per i tetti.
Qui ha perso il fucile, che è caduto al suolo, rompendosi. Poi ha raggiunto il garage in cui vive e si è nascosto sotto ad una brandina. Raggiunto dai poliziotti, ha detto: “Non sono stato io”. Poco dopo, in questura è stato riconosciuto dalla vittima che ha urlato: “È lui!”. È stato così arrestato Francesco Antonelli, 40enne di Lecce. L’arma è stata rubata a Martano a luglio scorso.