LECCE- Vitali lo ha detto: le federazioni provinciali di Forza Italia entro settembre mi devono dare indicazioni precise sulle scelte per le elezioni amministrative del 2017 che vedranno al voto le città di Taranto e Lecce altrimenti la palla passerà al regionale. E Mazzotta, al vertice del partito berlusconiano leccese convoca al Tiziano, l’hotel di riferimento del fittiano Perrone, il Sindaco uscente ed i segretari provinciali del centro destra partendo proprio dal conservatore e riformista Antonio Gabellone.
Prove tecniche di dialogo presumibilmente dopo aver sentito il gruppo consiliare di forza Italia a palazzo caraffa ed i dirigenti della città capoluogo? A quanto pare si, pur se nessuno conoscerebbe il progetto, o le ipotesi, che andrà ad elencare ai possibili alleati. Se dai Cor è venuta una nota di plauso, già per il fatto di aver accettato di incontrare tutti gli alleati, forse però non sono stati messi a conoscenza che giovedì sarà presente proprio il loro ex amico Luigi Mazzei. L’Odierno numero uno leccese di Area Popolare Ncd però, prima cosa, pone il veto ad un progetto politico che possa agevolare un candidato fittiano che tradotto significa: no all’asse Perrone-Marti per portare quest’ultimo alla candidatura per Lecce città.
“Noi alfaniani con Udc e Forza Italia, in quanto aderenti al partito popolare europeo, dobbiamo cucire un’alternativa che potrebbe vederci alleati con il centro destra se il candidato non sarà espressione degli uscenti fittiani o saremo pronti anche a guardare ad un candidato del centro indicato dal centro sinistra,con il no assoluto in caso dovesse esser Blasi, o anche andare soli e giocare per il ballottaggio”.
Posizione chiarissima quella dell’alfaniano Luigi Mazzei ribadita con il favore del numero uno dell’udc, il già senatore Ruggeri, in un primo tavolo al quale ieri ha partecipato lo stesso Mazzotta poi artefice dell’invito di Mazzei all’incontro di giovedì. Per il numero uno di Area Popolare alcuna preclusione al vertice con l’attuale maggioranza di Palazzo Carafa ma si chiede: “qual è il metodo ed il progetto di Forza Italia, e di Mazzotta , per una coalizione coesa e riassuntiva anche delle nostre idee di rinnovamento rispetto a chi ha già avuto per anni responsabilità nella città di Lecce? Si quale potrebbe essere il percorso?”
Domande legittime visto che ieri il numero uno berlusconiano incontra i più antifittiani e poi convoca, al tavolo di giovedì, proprio l’ex fido dell’eurodeputato di Maglie. Unire i due tavoli pur sapendo del veto a qualsiasi candidatura dei Cor espressione dell’attuale gruppo dirigente partendo da Congedo e Marti e passando per Monosi e Messuti? Altro interrogativo per il quale, Udc ed alfaniani, risponderebbero a Mazzotta: il matrimonio non s’ha da fare.
Stessa idea sul No alla continuità politica e ad aperture a chi con il proprio partito è al Governo italiano, viene dal numero uno di Noi con Salvini, Leonardo Calò, così come il tentare minestroni politici simili a quelli milanesi. Come dire, da parte leghista, giovedì ci saremo ma tavolo mal organizzato.