BARI- Le possibilità erano due: o intascare il compenso oppure far arrivare nelle casse della Fiera del Levante, in profondo rosso, i fondi pubblici. Dell’una o dell’altra, hanno scelto entrambe. Per questo la Procura di Bari ha indagato 20 persone con l’accusa di truffa allo Stato. Tra queste oltre agli ex direttori, consiglieri e componenti del cda, anche i due ex presidenti Cosimo Lacirignola e Gianfranco Viesti.
Il punto è che gli ex presidenti percepirono rispettivamente 47mila e 85mila euro di indennità, sulle quali per altro la Corte dei Conti avviò un’indagine conclusa con la richiesta di restituzione delle somme. Ma la Procura di Bari è andata oltre, perché ha esteso l’indagine agli anni dal 2010 al 2013. Sei anni fa, infatti, entrò in vigore il decreto Monti che prevedeva per i presidenti solo un rimborso spese e un gettone di presenza da 30 euro così da permettere all’ente fiera di continuare a beneficiare di fondi pubblici rinvenienti in parte dal Ministero per l’Agricoltura e in parte dai soci Regione, Provincia e Comune.
Ma Viesti e Lacirignola continuarono a percepire un compenso normale. E così che per i magistrati penali baresi, si è configurato il reato di truffa aggravata allo Stato con un danno erariale da 12 milioni di euro, cifra appunto che non sarebbe dovuta finire nelle casse della Caravella.