LECCE- “Avvelenamento colposo della falda acquifera sottostante il cantiere dell’Università del Salento e dell’inadeguata attività di messa in sicurezza e caratterizzazione dei luoghi contaminati”, chiesta la conferma di condanna all’imprenditore leccese Giovanni Semeraro, richiamando la sentenza del 2013, quando il giudice Silvia Minerva condannò a due anni e mezzo l’imprenditore con la sospensione della pena subordinata alla bonifica integrale del terreno contaminato.
La Corte d’Appello si pronuncerà nelle prossime ore. Il difensore di Giovanni Semeraro ne ha chiesto l’assoluzione