LECCE- Il Vito Fazzi di Lecce entro sei mesi dovrà diventare, operativamente, punto Hub per il percorso nascita. In sostanza, un riferimento e un collegamento per tutta la Provincia. E’ quanto chiede la giunta regionale, alla Asl di Lecce. L’accelerata deriva, come detto già temo fa, dal confronto con il Mef e il Ministero della Salute. Occorreva rimettere mano a tutto il percorso nascita, non solo ai reparti di Ostetricia che pur vanno sfoltiti. E dunque il progetto c’è.
Il quadro comprende le Unità Operative di assistenza neonatale, corrispondenti per intensità di livello assistenziale ai punti nascita, l’assicurazione dei servizi di trasporto assistito per la mamma e, d’urgenza, per il neonato. E appunto il sistema Hub & Spoke che vede il coinvolgimento, oltre che delle strutture ospedaliere, anche del territorio attraverso una azione più strutturata e capillare dei consultori e dei pediatri di libera scelta. Tutto ciò permetterà un corretto inquadramento della gravidanza – soprattutto se a rischio – in modo da indirizzare la gestante al punto nascita più idoneo, riducendo la mortalità materna e neonatale e, tra l’altro, i costi per ricoveri inappropriati.
Il Fazzi, dunque, fungerà da cerniera di collegamento tra punti nascita di livello inferiore, in questo modo la rete prenderà in carico la mamma e il bimbo valutando le condizioni o patologie materno-fetali che richiedono il trasferimento prima o dopo il parto verso strutture che siano, ad esempio, centri di alta specializzazione neonatale (neurochirurgia, cardiochirurgia, chirurgia) o, in caso contrario, verso strutture più semplici. Anche il trasporto dovrà essere riorganizzato con mezzi adeguati.
Dunque, la Regione ha dato mandato al direttore generale della Asl di Lecce, Silvana Melli, di rendere operativo entro sei mesi il centro Hub del Vito Fazzi, già individuato dal piano di riordino varato a marzo dall’allora assessore Donato Pentassuglia.