LECCE- Si chiama Ferrosud ed è la nuova carta che è stata presentata sul tavolo convocato in mattinata in Prefettura con la deputazione parlamentare salentina per la vertenza dell’Omfesa, per riaccendere le speranze, pressoché nulle, dei circa novanta operai fermi da anni a Trepuzzi. Per 35 di loro gli ammortizzatori sociali sono finiti a febbraio scorso, per i restanti si concluderanno tra tre mesi.
Il prefetto Claudio Palomba ha annunciato l’avvio di una conferenza permanente per dare risposte certe. Ma cosa c’entra la società con sede a Matera con le Officine meccaniche del Salento? Il consigliere regionale Ernesto Abaterusso ha fatto sapere che Ferrosud gli ha assicurato di essere interessata a investire sul sito trepuzzino, già visitato lo scorso anno, e per questo il prefetto si è impegnato a convocarla a Lecce.
Tuttavia, il percorso è tutto in salita: l’azienda faceva parte del gruppo Mancini di Arezzo, il cui commissario straordinario nominato dal governo è il leccese Antonio Casilli, secondo il quale la Ferrosud era stata staccata dal gruppo poco prima e venduta a prezzo inferiore al dovuto. Da qui si è innescata una vertenza tra commissario e Ferrosud, convocati entrambi a Lecce da Abaterusso “in ragione del ruolo ricoperto in Invitalia” dal consigliere, come lui stesso ha spiegato. Si è trasformata in un tira e molla: quando si arriva ad accordarsi per 150mila euro, il commissario del governo chiede di più e ora si è arrivati alla cifra di 400mila euro.
Ma cosa dovrebbe importare questa vicenda ai lavoratori dell’Omfesa? “Se quella vertenza si chiude e il prefetto di Lecce ci aiuta in questo – dice Abaterusso – abbiamo la garanzia che Ferrosud possa valutare la possibilità di acquisire lo stabilimento e assorbire gli operai salentini. Anche perché fa parte del consorzio Cps, di cui fa parte anche un’altra azienda, la Firema, comprata da indiani, che hanno iniettato liquidità”. Strada in salita, si diceva. Eppure, agli occhi dei sindacati è già qualcosa.