LECCE- I reflui della lavorazione dell’uva venivano smaltiti in campagna o nella rete fognaria cittadina oppure ancora nei canali di bonifica tra i campi. Sotto la lente del Noe di Lecce finiscono le aziende di produzione del vino. Controlli a tappeto sono stati avviati in tutto il Salento. L’ispezione, disposta dal comando carabinieri per la tutela dell’ambiente di Roma, ha interessato 16 cantine, in sei delle quali sono state riscontrate modalità illecite di smaltimento dei rifiuti. Segnalati in Procura, dunque, gli amministratori delle sei aziende non in regola.
In provincia di Lecce, in una cantina di Guagnano, è stata sottoposta a sequestro una vasca interrata nella quale era stato realizzato un deposito incontrollato di acque e fanghi prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e sbucciatura dell’uva.
Nel Brindisino, a San Donaci, il legale rappresentante di un’azienda è stato denunciato perché gli imballaggi in carta e cartone, vetro e filtri per le presse, tutti rifiuti speciali, venivano conferiti al servizio comunale di raccolta dei rifiuti solidi urbani invece che ad apposita ditta specializzata. In quella stessa azienda, uno dei casi più eclatanti: i rifiuti liquidi venivano sversati su un terreno agricolo attiguo.
Nella rete pubblica delle acque bianche, invece, finivano le acque reflue industriali di una cantina di Cellino San Marco, mentre a San Pietro Vernotico venivano scaricate direttamente in un canale interpoderale, risultato imbrattato dai reflui.
Anche in provincia di Taranto, a Manduria, il legale rappresentante di un’azienda vinicola e’ stato deferito per il reato di scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione. A San Marzano di San Giuseppe, sigilli a un’area di circa 2000 mq su cui sono stati stoccati inerti da demolizioni, plastiche, rifiuti lignei e ferrosi.