LECCE – “Non acquistate i funghi agli angoli delle strade, se non sono muniti della certificazione della Asl e comunicare la presenza dei venditori occasionali ai Vigili Urbani, per evitare che possano nuocere alle persone”. Questo l’importante monito, oppure chiamiamolo semplicemente consiglio, che arriva dai micologi della Asl e riguarda la vendita in questi giorni di funghi chiamati volgarmente “mariddhruni”, una varietà definita “epatotossica” dal dottore Biagio Galante (foto), referente medico del Centro micologico di controllo (Ccm) della Asl di Lecce.
Nel dettaglio l’esperto micologo spiega: «Appartengono allo stesso gruppo dei “lattari” ma non sono neppure parenti. I cercatori improvvisati pensano che, chiamandosi mariddhruni, si avvicinano ai marieddhri ai quali assomigliano, che invece sono commestibili. Un errore che può procurare seri danni al fegato di chi li consuma».
Per scongiurare pericolose intossicazioni o tragici avvelenamenti i micologi della Asl invitano a recarsi nei Ccm dell’azienda (quello di Lecce e quelli di Casarano e Gallipoli) per fare controllare gratuitamente i funghi raccolti, prima di consumarli.
Sul tavolo dei micologi arriva di tutto: porcini (boletus edulis), russule (russula torulosa), gallinacci (cantharellus cibarius), munitole (suillus granulatus) e altre varietà.
La vendita commerciale segue altre regole. Ogni mattina i micologi dell’Area nord vanno nei comuni più vocati, come Calimera (porcini nei querceti), Galatina, Monteroni e Campi Salentina e rilasciano le autorizzazioni alla vendita dopo aver visionato i funghi.
A Lecce il Ccm (viale Don Minzoni, 6 – ex Inam) è aperto al pubblico, per il riconoscimento e la certificazione dei funghi, da lunedì a venerdì, dalle 12 alle 13 (tel. 0832-215392).