SQUINZANO- Dopo lo spaesamento iniziale, prova a ricompattarsi il fronte di opposizione al Piano Silletti bis sull’emergenza Xylella. Si tenta la carta delle vie legali, sdoppiando la corsa: da un lato i proprietari del Nord Salento, per sostenere i quali è stata avviata una raccolta fondi, dall’altro il primo ente, dopo il Comune di Oria, che decide di affidarsi ufficialmente ad un legale, il Comune di Squinzano. Nessuna novità, al momento, invece, dai Comuni più colpiti, come Torchiarolo e Trepuzzi, dove in mattinata hanno continuato ad essere notificati i provvedimenti di abbattimento degli ulivi, per un totale di 55 proprietari e 833 piante.
Ad animare la colletta per sostenere i ricorsi dei contadini del nord Salento e “fermare la mattanza assurda degli alberi” è il Popolo degli ulivi, per il tramite del Csv Salento: i contributi si possono inviare con accredito bancario (al seguente IBAN intestato ad Associazione Sos Costa Salento: IT 48 V 02008 80111 000103328388. Specificare la causale “CONTRIBUTO LIBERALE PER CAMPAGNA ULIVI), oppure versando il contante presso la sede del Csv di via Gentile a Lecce o, ancora, utilizzando il sistema crowdfunding della “Retedeldono”, il cui obiettivo è fissato a mille euro da raggiungere entro trenta giorni.
“La notifica di eradicazione – spiegano dal Csv – viene consegnata ai proprietari degli alberi con un solo giorno di anticipo, impedendo di fatto l’attuazione di qualsiasi azione di contrasto. In questo modo, i contadini assistono impotenti all’eradicazione di alberi spesso secolari e stracolmi di olive, pronte per la raccolta e il frantoio. Il Popolo degli Ulivi ha messo a disposizione un team di avvocati pronti ad ascoltare i singoli casi e presentare i ricorsi ai tribunali amministrativi, tra cui la Corte di Giustizia Europea”.
A Squinzano, invece, in queste ore, la giunta conferisce formale mandato all’avvocato Alessandro Orlandini. “Impugneremo il Piano Silletti – dice il sindaco Mino Miccoli – nella parte in cui non prevede nulla per dare una prospettiva futura ai contadini. Senza un supporto, fra qualche anno qui avremo una carestia di natura economica, perché è interessato anche il paesaggio”. In quel territorio, sono state notificate due ordinanze per un totale di cinque alberi. Miccoli ha provato a coinvolgere anche i colleghi di Trepuzzi, Torchiarolo e San Pietro Vernotico, ma al momento viaggia da solo: “chiediamo la sospensiva del Piano – aggiunge – perché devono prima colmare questa lacuna macroscopica”.