LECCE- Doveva finire di saldare il debito per contare sui lavori di ristrutturazione del proprio bagno. Ma nonostante la morosità sia stata saldata da più di un anno, nessuno interviene. “Lo Iacp non ha mantenuto la promessa e ora ci dice che spetta a noi effettuare le riparazioni richieste”. Questo quanto denuncia la figlia della signora Laura Morrone, un’anziana malata di 77 anni, residente al Primo Piano della palazzina dello ex Iacp, oggi Arca, di via Agrigento n4.
Sempre corretta nei pagamenti, dal 2008 a causa del sopraggiungere della demenza senile e del Parkinson, la signora Laura si è purtroppo arretrata nei pagamenti dei canoni di affitto di 2500 euro. Nel 2013 arriva la lettera di sfratto e la figlia inizia a pagare i vari bollettini per saldare la morosità. Nel frattempo presenta anche una domanda per effettuare dei lavori di rifacimento del bagno di casa: “Domanda accettata ma che, come detto e promesso dall’avvocato Sandra Zappatore, responsabile Arca, avrebbe avuto seguito solo a debito pagato”.
Nel 2014, la figlia salda il tutto e così attende invano l’inizio dei lavori. Recandosi allo Iacp scopre infatti che la domanda era decaduta e che doveva essere ripresentata. Fatto quanto richiesto, ad oggi le promesse non sono state mantenute. Anzi, dallo Iacp fanno sapere che potrebbero occuparsi solo del piatto doccia, il resto dei lavori dovrebbe essere sostenuto dalla famiglia Morrone.
“Non è giusto tutto questo –afferma la figlia- Mia madre rischia di cadere da un momento all’altro a causa di un tombino, interno al bagno, da cui sgorga di continuo acqua. Mia madre è malata, ha bisogno di aiuto. Del resto è stata anche sempre una corretta pagatrice di un appartamento che le appartiene da 37 anni. Perchè l’avv. Zappatore non mantiene le promesse?”.